Visto che c’è un cartello, “lavori in corso” (cit. Conte), e che all’orizzonte c’è il mercato, tanto conviene approfittarne: qualcosa va aggiunto, in questa ricostruzione che è partita a giugno scorso e ha i suoi tempi – apparentemente lunghi – ma un ritocchino di qua e uno di là servirebbero per accelerare questo processo di «modernizzazione» del Napoli.
Ci sono voluti quasi centocinquanta milioni di euro per accontentare in lungo e in largo Antonio Conte, per fargli sentire la squadra sempre più sua: ma dopo aver smontato, tout court, l’opera di rifacimento dell’estate 2023, quella del post scudetto, e però aver tenuto quasi una dozzina di interpreti di quel capolavoro allestito da Luciano Spalletti, altro è rimasto da fare.
In ordine sparso: al Napoli manca un difensore centrale che sappia starsene alle spalle di Rrahmani e di Buongiorno e ne garantisca identica solidità; servirebbe poi un centrocampista, di piede limpido, che dia pulizia al gioco; e per completarsi, un esterno difensivo, a sinistra, sarebbe graditissimo.
Quattro mesi dopo, Leonardo Spinazzola è stato praticamente congelato, sta nella terra di mezzo, gioca poco (264’ e solo 29’ nelle ultime sette gare), non garantisce ciò che Conte il Napoli prevedevano potesse fornire e dunque costringe a riflessioni prolungate: Patrick Dorgu (20) è il profilo multitasking, sa fare un sacco di cose (spingere dal basso, attaccare e persino starsene a metà campo) ma i discorsi con il Lecce potranno essere avviati tra un po’ e definiti in prospettiva per giugno.
Intanto, c’è un fluidificante vecchio-nuovo stampo che può suscitare interesse in Giovanni Manna, perché l’esclusione (tecnica) di Cristiano Biraghi da Fiorentina-Lask ha aperto un fronte insospettabile: se Spinazzola trovasse squadra se ne potrebbe anche parlare e il Napoli, che ha pure Mario Rui fuori lista (con un ingaggio da due milioni euro) continuerebbe a girellare sulla propria fascia sinistra, in attesa di energia alternativa rassicurante.
