«Il merito dello scudetto è di Spalletti e quella squadra. Non di chi come noi ha costruito ma poi è andato via. Io l’ho vista da tifoso: la gente pensava fossi invidioso, ma non è così. Mi è dispiaciuto non essere in città per festeggiare. Ma da lontano l’orgoglio cresce ancora di più. Resterò il primo tifoso, vinca o perda».
Le parole sono di Lorenzo Insigne, l’ex capitano del Napoli tornato in Italia in queste settimane vista la pausa del campionato americano in cui è impegnato con il suo Toronto. «Sono tornato in città e ho fatto subito visita al murales di Maradona.
Ci tenevo tantissimo, ho portato i miei figli per la prima volta. Salutarlo è speciale» ha detto «A Toronto mi trovo benissimo dal primo giorno. I canadesi ci fanno sentire a casa anche se lontani».
«Con Sarri mi sono trovato benissimo, abbiamo giocato un calcio unico. Mi dispiace che sia a casa in questo momento. Io per forza di cose non sono cresciuto con Maradona, non giocava più, ho visto Del Piero e la sua specialità che poi è diventata anche la mia. E ne sono felice. Ma le mie parole sono state interpretate male: non sono mai stato tifoso juventino, sempre e solo del Napoli» ha concluso Insigne.
