Corsi senza ricorsi. Acquistato nell’estate 2024, all’alba dell’era Conte, l’andaluso è diventato campione d’Italia senza praticamente partecipare alla cavalcata e provando invano a tornare in Spagna a gennaio, dopo sei mesi di invisibilità e panchine. Numeri finali: 4 presenze in A e 6 complessive con la Coppa Italia, per un totale di 319 minuti. Un dato su tutti: ha esordito in campionato il 15 febbraio, 5 minuti all’Olimpico contro la Lazio. A giugno 2025, l’adios sembra inevitabile: riesce a tornare in Liga, al Villarreal, e con il Submarino naviga sotto e a fior d’acqua chiudendo al terzo posto, giocando 31 partite (con un gol) tra campionato e Champions e strappando un’altra qualificazione diretta. Ma soprattutto: convincendo. Sé stesso, chi credeva e chi non credeva in lui. Il Napoli è tra quelli che non hanno mai perso la fiducia. E anzi, dopo l’infortunio di Buongiorno è diventato la prima soluzione interna. Quella immediatamente disponibile e pronta, in attesa di testare anche Olivera. Per intenderci: non è un caso che Allegri, nelle prove tattiche, finora lo abbia sistematicamente schierato al fianco di Rrahmani in quella che ad oggi potrebbe essere la linea a quattro titolare. Fonte: CdS

