“Oggi il calcio è cambiato: i portieri giocano anche le coppe, c’è spazio per due, non per tre”

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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista.

 

 

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Mister, chi l’ha colpita in positivo, ad oggi, in questo Mondiale?
“Direi il Marocco. Ha giocato con una tale personalità, alla pari e in alcuni momenti addirittura meglio del Brasile. Mi ha dimostrato di poter essere una nazionale che, potenzialmente, può arrivare tra le prime quattro. Questo è quello che penso io. Più che una squadra in particolare, però, mi ha impressionato il livellamento incredibile che c’è. Abbiamo visto tanti pareggi nei gironi: Belgio-Egitto, Iran-Nuova Zelanda, Spagna-Arabia Saudita, Uruguay-Capo Verde, Canada-Qatar, Svizzera-Bosnia. C’è un equilibrio impressionante, quindi è tutto ancora da decifrare. È vero che nelle prime partite ci possono essere delle sorprese: basta pensare all’Argentina, campione del mondo, che perse all’esordio contro l’Arabia Saudita. Bisogna aspettare.”

 

Mister, questo livellamento che vede è verso l’alto o verso il basso?
“Devo dire verso l’alto. Queste squadre, oltre a mettere in mostra talenti importanti, hanno anche un’organizzazione notevole. Ormai il calcio è cambiato: oggi siamo in un mondo globalizzato e possiamo vedere tutto. Gli allenatori stranieri girano il mondo e lasciano la loro impronta tattica. Non esistono più squadre sprovvedute. Guardate anche Capo Verde e quello che è riuscita a fare: questa è la realtà del calcio di oggi.”

 

Le porto il caso di Ayoub Bouaddi, centrocampista del Lille, che compirà 19 anni a ottobre: praticamente un ragazzino. In Italia non nascono talenti del genere oppure non viene data loro la possibilità di esordire?
“Per me non viene data loro la possibilità di esordire. Voi pensate che Gavi, che è ancora giovanissimo, ha già disputato due Mondiali. Questa è la differenza. Basta porsi una domanda: è possibile che per tanti decenni siamo stati una fucina di grandi giocatori, addirittura vincitori del Pallone d’Oro, e adesso non ne escano più? Bisogna farli giocare e crederci di più, tutto qui.”

 

Secondo lei, il nuovo Bouaddi potrebbe anche essere già nato in Italia, semplicemente non gli viene data l’opportunità?
“Ma certo. Noi a ventidue anni consideriamo ancora un calciatore giovane. Bisogna capire che oggi, a diciotto anni, in tanti Paesi si gioca già in Serie A o nei massimi campionati. Noi, invece, a diciotto o diciannove anni li facciamo ancora giocare in Primavera.”

 

Vedendo il livello di questo Mondiale, crede che l’Italia avrebbe potuto esserci e meritarselo?
“Secondo me il primo turno lo avrebbe passato, anche considerando il meccanismo delle migliori terze. Credo che ci potesse stare, ma penso anche che sarebbe stato difficile andare molto oltre. Forse avrebbe potuto superare i sedicesimi, ma dagli ottavi in poi sarebbe stato complicato. Ho visto squadre con un’intensità di gioco impressionante. Il problema oggi non è soltanto la qualità o la tattica, ma l’intensità. Gli altri ne hanno di più. Ecco perché un campione come Luka Modrić in Italia riesce ancora a fare la differenza: da noi i ritmi consentono ancora a un giocatore di enorme qualità di essere determinante, mentre in altri campionati farebbe molta più fatica.”

 

Il Napoli sembra essere sempre più convinto di acquistare Mario Gila, difensore della Lazio da lei più volte sponsorizzato. Considerando che la rosa del Napoli è molto ampia, crede sia necessario cedere qualcuno in difesa prima di arrivare a Gila?
“Quarantasette tesserati sono tanti, ma ci sono anche diversi giocatori di rientro dai prestiti. Sicuramente qualcuno dovrà partire. Gila, però, andrebbe a rinforzare un reparto che forse quest’anno non è stato il punto di forza del Napoli. Di solito le squadre di Conte sono impeccabili sotto questo aspetto. Uno come Gila darebbe una grande mano. È vero che lo dicevamo anche di Buongiorno e bisogna sempre stare attenti, però se il Napoli lo prende fa davvero un grande colpo.”

 

È sicuramente il difensore che in questa stagione si è messo maggiormente in mostra in Serie A e potrebbe solo alzare l’asticella della squadra di Massimiliano Allegri.

“Sicuramente sì e poi il Napoli davanti ha tanta qualità. Politano è ancora un giocatore importante, Lukaku e De Bruyne sono tanta roba. Spero soltanto che il Napoli completi bene il centrocampo, perché un’altra pedina serve. In ogni caso, il Napoli è già pronto. Non è che debba fare chissà cosa, soprattutto dopo aver scoperto giocatori come Neres e aver inserito elementi di grande valore.”

 

Un altro nome di mercato è quello di Matteo Palestra, di proprietà dell’Atalanta e seguito da diversi club stranieri e anche dall’Inter di Cristian Chivu. Pensa che possa accontentarsi di un’offerta inferiore da parte dell’Inter o il ragazzo resterà a Bergamo?
“Per me il ragazzo andrà via. L’Atalanta non si accontenta perché ha la forza di sapere che le squadre straniere vengono a prendere i nostri giocatori. Oggi certe valutazioni, soprattutto per un terzino che ha giocato soltanto una stagione a Cagliari, mi sembrano esagerate. Cinquanta milioni sono davvero tanti. Questo non toglie nulla al valore del giocatore, che è ottimo e può tranquillamente giocare nell’Inter, ma spendere cinquanta milioni per un difensore in Italia è qualcosa che forse soltanto l’Inter può permettersi.”

 

Effettivamente cinquanta milioni sembrano tanti per un ragazzo che ha appena esordito ad alti livelli, ha giocato soltanto a Cagliari e deve ancora affermarsi definitivamente.
“Più che essere sopravvalutato lui, credo che sia sovrastimata la valutazione economica del cartellino. Poi, se guardiamo il Mondiale, troviamo tanti giocatori di livello. Penso, ad esempio, a Summerville del West Ham, che sta facendo molto bene con l’Olanda. Per fare un esempio, mi è venuto subito in mente lui.”

 

Segnaliamo che Summerville era stato offerto, prima dell’inizio del Mondiale, a Milan, Roma
e Napoli. Adesso, dopo il gol e le buone prestazioni, il prezzo sarà inevitabilmente aumentato e sarà molto difficile vederlo in Serie A. Sulla questione portieri in casa Napoli, abbiamo appreso che Guglielmo Vicario, portiere del Tottenham, è stato ospite di Giovanni Manna e successivamente è stato visto con Piero Ausilio. C’è la volontà del ragazzo di tornare in Italia, ma al Napoli, con il dualismo tra Alex Meret e Vanja Milinković-Savić, ci sarebbe posto per lui oppure il Napoli dovrebbe prima cedere uno dei due?

 “No, il Napoli deve prima risolvere la situazione. Non può avere tre portieri di questo livello. Due sì, perché con tutte le partite che si giocano in una stagione serve anche un secondo portiere di pari valore. Ma tre no. Uno deve partire. Non so chi accetterebbe eventualmente di fare la riserva, ma oggi il calcio è cambiato: i portieri giocano anche le coppe, c’è spazio per due, non per tre.”

 

Quindi lei terrebbe uno tra Meret e Milinković-Savić e poi farebbe l’investimento su Vicario?
“Sì, assolutamente.”
Sembra che il Milan abbia individuato il nome per la panchina, quello di Ruben Amorim, allenatore giovanissimo, con esperienze importanti ma anche con una parentesi difficile al  Manchester United. È un profilo che la convince?
“Non so se mi convince. Mi dispiace soprattutto che si sia lasciato andare un allenatore come Vincenzo Italiano, che ha fatto un ottimo calcio e che avrebbe potuto allenare il Milan. Invece noi continuiamo a pensare che ciò che viene da fuori sia sempre meglio. Italiano ha dimostrato, attraverso i vari step tra Firenze e Bologna, di essere pronto per una grande panchina. Detto questo, Amorim rappresenta un punto interrogativo, perché bisogna capire bene che tipo di progetto il Milan abbia in mente e quale calcio voglia proporre
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