Il Napoli di Allegri non sarà una squadra di “seconde scelte”
Il nuovo allenatore del Napoli, Massimiliano Allegri, aspetta di sbloccarsi dal Milan, ma nel frattempo i contatti col ds Manna sono continui. Il Mattino scrive:
“La situazione di Allegri non si è ancora sbloccata ma il Napoli non è in stand-by. L’allenatore è in contatto con Manna – il ds che ha avuto rilevante peso nella sua designazione come erede di Conte – per l’allestimento della rosa. Che potrebbe non prescindere da giocatori ingaggiati nella scorsa estate ma a un certo punto diventati ingombranti per il tecnico del quarto scudetto, tant’è che Lang emigrò a Istanbul e Lucca a Nottingham. Ciò non significa che il Napoli di Allegri sarà una squadra di “seconde scelte”: tutt’altro. La sua storia professionale e quella del Napoli impongono un organico di qualità per affrontare il campionato e la Champions, con l’obiettivo di fare meglio della stagione appena terminata. In primo piano c’è la trattativa per il prolungamento del contratto di McTominay, la stella del Napoli, il primo azzurro a esordire al Mondiale (la Scozia gioca nella notte tra sabato e domenica). Ma un club che si autofinanzia, attraverso la partecipazione alla Champions e la cessione di pezzi pregiatissimi (Kvara e Osimhen gli ultimi), ha il dovere di valutare tutti i suoi giocatori, senza che vi siano preclusioni di sorta: chi non ha funzionato con Conte potrebbe funzionare con Allegri.
Il mercato del Napoli entrerà nel vivo durante la seconda fase del ritiro a Castel di Sangro. Sul Mattino di lunedì è stata anticipata da Pino Taormina la notizia dell’interessamento del Como, in caso di rinuncia a Nico Paz, per Vergara, che ha giocato una manciata di partite – 19 con tre reti – nella scorsa stagione, quando fu utilizzato da Conte per l’emergenza infortuni (anche lui si sarebbe fermato). C’è sempre la speranza che il Napoli possa avere una o più bandiere napoletane ma il mercato ha sue logiche, talvolta non condivisibili. Attribuire a Vergara una valutazione sui 30 milioni, peraltro, non significa averne deciso la cessione: fortunatamente non vi sono più le situazioni di metà anni Novanta, il Napoli è forte economicamente e tecnicamente, dunque cederebbe soltanto per scelta, mai perché obbligato”.
