Il Mattino – Rizzetta chiarisce: non c’è trattativa con De Laurentiis
Tutto in cinque giorni. Matt Rizzetta, rappresentante del fondo americano pronto a investire 2,2 miliardi per acquistare il Napoli, ha chiarito che non c’è più trattativa con De Laurentiis. Che dopo mesi di colloqui aveva già spiegato all’interlocutore, proprietario del Napoli Basket e del Campobasso Calcio, la decisione di non cedere il bene di famiglia. Dunque, l’italo-americano Rizzetta, per quanto riguarda Napoli, potrà concentrarsi esclusivamente sulla squadra di basket, che ha ottenuto il passi per partecipare all’Euro Cup (ed è un ulteriore segnale della credibilità internazionale raggiunta dalla città), e sul progetto di costruire un Palasport a Fuorigrotta, là dove vi è lo scheletro del Mario Argento. Non è poco. Perché il calcio è il calcio ma anche il basket ha una grande storia qui e Rizzetta, che ha rilevato il club un anno fa, vuole puntare a una presenza stabile nei playoff di serie A e nel circuito europeo con investimenti tecnici di spessore, a cominciare da coach Repesa, un’istituzione della pallacanestro continentale.
Gli americani mettono il progetto (o il sogno?) nel cassetto. E non verrà più tirato fuori se De Laurentiis continuerà ad andare avanti per la sua strada, guidando con mano ferma e uno staff formato da pochi collaboratori il Napoli, che – esclusa la parentesi della stagione 2023-2024, conclusa al decimo posto – da tempo si è riposizionato tra i top club d’Italia. Chiusa (ma è stata mai aperta?) la parentesi del fondo, prosegue nella sua missione uno degli ultimi imprenditori italiani presenti in serie A, con il supporto del prossimo allenatore Allegri, che ancora non si è liberato dal Milan. Anche la vicenda del glorioso club rossonero dimostra quanto debole possa essere una proprietà non radicata nel territorio: Cardinale ha cacciato tutti, o quasi, dopo aver fallito la qualificazione Champions e la società è ingessata. Non libera Allegri, non ingaggia l’allenatore e il direttore sportivo, segue logiche incomprensibili. I rimpianti dei tifosi rossoneri per l’addio di Berlusconi sono affiorati spesso in questi anni di vacche magre. Fonte Il Mattino
