Intervenuto a Radio Napoli Centrale, Mario Fabbroni ha commentato la sconfitta di Flavio Cobolli contro Alexander Zverev, sottolineando la maggiore esperienza del tedesco: “Cobolli ha combattuto ed è stato bravo, ma Zverev era abituato da anni a giocare questo tipo di partite. Flavio deve essere più che contento”.
Passando al SSC Napoli, Fabbroni ha espresso perplessità sul calendario: “Solitamente la seconda in classifica ha un trattamento migliore. Ma sull’algoritmo stenderei un velo pietoso”. Nonostante un avvio impegnativo, il giornalista ha indicato la strada da seguire: “Il Napoli deve avere la solita missione, deve restare attaccato alla vetta e giocarsi le sue chance nelle competizioni europee”.
Sul successo dell’Italia Under-17 agli Europei, Fabbroni ha invitato a non fermarsi ai risultati: “C’è ancora molto lavoro da fare”. Secondo lui, il vero problema del calcio italiano è la scarsa valorizzazione dei giovani: “Questi giocatori devono giocare abbastanza stabilmente nelle partite che contano. Il calcio italiano qui dimostra la propria fragilità”.
Ha poi citato il caso di Antonio Vergara come esempio delle difficoltà incontrate dai giovani nel trovare spazio: “Se non si fosse fatta male mezza squadra, non l’avremmo visto”.
Infine, Fabbroni ha allargato il discorso al futuro del Paese, criticando il conservatorismo italiano: “I nostri ragazzi vanno all’estero. Tra poco resterà il deserto dei tartari. Se non accogliamo i giovani immigrati non avremo servizi. Non riusciamo a guardare il futuro e mi intristisce molto”.
