Il clima attorno all’incontro tra De Laurentiis e Conte è carico di pessimismo: si teme uno scontro tra le richieste dell’allenatore (“ci vogliono top player per vincere”) e la linea del presidente (“ridurre i costi”). Alcuni parlano addirittura di una rivoluzione con cinque-sei nuovi acquisti, nonostante il Napoli sia secondo in classifica. Tuttavia, si prevede un confronto sereno, basato più sugli aspetti positivi della stagione che su quelli negativi, comprese le critiche per la Champions.
Guardando al futuro, il punto di forza è l’attacco: Hojlund, Alisson Santos, Neres, Vergara, Giovane e Noa Lang. Proprio il ritorno di Noa Lang potrebbe essere decisivo: dopo le esperienze a Napoli e al Galatasaray, potrebbe finalmente adattarsi alla squadra e valorizzare i 25 milioni spesi dal Napoli. Serve comunque un’alternativa a Hojlund, con interesse per Exequiel Zeballos.
A centrocampo sarà necessario sostituire Anguissa. I nomi principali sono Joao Gomes, Richard Rios e Arthur Atta, con Lobotka confermato e Gilmour come alternativa. In difesa si valutano ritocchi vista l’età di Di Lorenzo (33) e Rrahmani (32), ma si sottolinea il possibile contributo dei giovani Marianucci e Rafa Marin. Si segue anche Janlu Sanchez. Sulle fasce, Politano e Spinazzola mostrano segni di stanchezza: a sinistra c’è Gutierrez, mentre a destra si ipotizza l’avanzamento di Di Lorenzo.
In sintesi, basterebbero due interventi mirati (centrocampo e difesa) per mantenere il Napoli competitivo. Anche le rivali hanno problemi: l’Inter deve rinnovarsi (Calhanoglu e Dimarco avanti con l’età), la Juventus cerca un play, un centravanti e un portiere affidabile, il Milan resta un’incognita nonostante Allegri, e la Roma di Gasperini vuole rinforzi oltre Malen.
Molto lavoro attende Manna soprattutto in uscita, con esuberi e rientri come Cajuste, Lindstrom, Folorunsho e Ngonge. Sul piano economico, la situazione non è critica: 300 milioni spesi, 150 recuperati con Osimhen e Kvaratskhelia, circa 50 milioni attesi dalla Champions e 190 milioni di riserve.
Conclusione: il futuro non è così negativo. È auspicabile la permanenza di Conte, che conosce ormai l’ambiente e può guidare un rinnovamento “misurato ma mirato”.
Fonte: Corriere dello Sport
