Gaucci creò una società ad hoc, ma dietro l’angolo c’era ADL

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Luciano Gaucci apparve su questi schermi alla fine di giugno del 2004, gli faceva gola il Napoli e provò a prenderlo con un originale piano presentato il 22 giugno: fitto del ramo di azienda del club per 46 milioni pagabili in 5 rate, a patto che si mantenesse il posto in serie B. E creò una società ad hoc: Napoli Sportiva.
Un manipolo di giocatori, affidato al tecnico Gregucci, si allenava intanto ad Abbadia San Salvatore in attesa della decisione del Tar del Lazio sul ricorso dei legali di Gaucci. Che voleva il Napoli alle sue condizioni, non ritenute accettabili dal tribunale.
Sì capì già dai primi giorni di quell’agosto drammatico che la squadra non aveva chance di partecipare al campionato di serie B: per l’applicazione del «Lodo Petrucci» sarebbe ripartita dalla categoria inferiore. All’improvviso, mentre Gaucci provava a tenere alta la tensione della piazza, apparve De Laurentiis che il 6 settembre diventò ufficialmente il nuovo signore del calcio a Napoli mentre si dissolvevano i sogni di Gaucci. «Volevo la serie B e ora mi vergogno di vedere la squadra nella polvere. Il Napoli è stato affossato, non mi sarei mai aspettato una cosa del genere. È stata un’offesa alla città e ai tifosi, il Napoli non lo avrei mai accettato in serie C e non ci hanno voluto dare la serie B per vendetta», lo sfogo di Lucianone in tv mentre De Laurentiis ripartiva con Ventura e Marino dal ritiro di Paestum, con la squadra senza palloni e senza magliette, come sarebbe stato più volte sottolineato dal produttore negli anni successivi per ricordare come era finito il Napoli.

Il Mattino

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