Nel nuovo Napoli anche calciatori d’esperienza, Ancelotti ne parla a Castelvolturno

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Presente e soprattutto futuro: Ancelotti alla vigilia di Napoli-Cagliari parla del finale di stagione con il secondo posto da conservare, della permanenza di Insigne, degli obiettivi di mercato e su come poter migliorare la squadra del futuro.

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Napoli Cagliari perché è importante?
«Perché abbiamo l’opportunità di conservare il secondo posto, raggiungere gli 80 punti e chiudere bene la stagione. La squadra non dà segnali di stanchezza fisica e mentale».
A casa sua l’incontro con De Laurentiis, Raiola e Insigne: il Napoli del futuro sta già nascendo?
«Nell’incontro Lorenzo ha ribadito la voglia di restare e di allungare il contratto e non c’è mai stata da parte nostra la volontà di cederlo».
L’incontro a casa sua certifica la figura di allenatore manager? 
«No, non voglio farlo: la dirigenza è competente, non rubo il lavoro ad altri più capaci».
Si rischia il dato più basso di tifosi al San Paolo, lo stimolo è riportarli allo stadio?
«Avere lo stadio pieno è uno stimolo importante, credo che non dipende solo dalle prestazioni. È più complesso il problema del San Paolo».
Quanto saranno importanti le ultime 4 partite in chiave futura per Luperto e Younes. E Albiol è pronto?
«Albiol ha recuperato, sta bene e giocherà. La sua esperienza e la sua personalità sono mancate. Le ultime partite saranno importanti per tutti ma le valutazioni sono state già fatte».
C’è Lozano nei programmi futuri?
«È tra i giocatori che stiamo valutando. Poi c’è la valutazione tecnica e ci sono le trattative, alcuni che non vogliono venire. La moglie di Trippier in città? Non lo so ma Napoli è una bella città da visitare e c’è tanta gente che viene in vacanza».
Il Napoli nella prossima stagione avrà lo stesso sistema di gioco? 
«Sarà lo stesso, difenderemo con il 4-4-2, come da settembre, poi il gioco d’attacco varierà come quest’anno».
Su Barella resta il suo apprezzamento.
«Sì, è un grandissimo centrocampista, ma non rientra tra quelli sotto osservazione».
Cosa darebbero in più Lozano e Trippier?
«Sono tipi di giocatori a cui siamo interessati, ma non gli unici. Vogliamo migliorare la rosa, l’intensità, la capacità di leggere alcune situazioni della gara e l’esperienza».
E le cessioni?
«Al momento nessuno è venuto nel mio ufficio a dire che preferisce andar via».
Il calcio, estetica o praticità: lei come la pensa?
«Non c’è solo l’estetica, ma anche l’efficacia e le due cose non sono in antitesi».
Zielinski come può ancora crescere?
«Ha disputato un’ottima stagione facendo bene in tutte le posizioni. Può migliorare nella continuità e nell’acquisizione di maggiore personalità».
Callejon dopo l’episodio di Frosinone come sta?
«È tranquillo, si è trattato di un malinteso: c’è stato un chiarimento con i tifosi».
Ronaldo o Messi chi è più forte?
«Le luci della ribalta ora le ha Messi perché Ronaldo dopo 9 anni non è riuscito a centrare la semifinale di Champions».
Come spiega in Italia il malessere delle tifoserie contro le proprietà?
«In Italia c’è un forte legame con la maglia, meno con le proprietà. Il malessere nasce da lì, soprattutto per quelle straniere, il caso Roma è emblematico».Fonte: Il Mattino

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