(Formazione) Si delinea l’Italia di Pirlo, verso i giovani. Il suo modulo
Andrea Pirlo è pronto a sedersi sulla panchina della Nazionale. Attualmente in ritiro in Austria con il suo United FC, il tecnico bresciano ha fondato la carriera su un calcio propositivo e aggressivo, senza però rimanere vincolato a un unico schema tattico. Valorizza le risorse dell’organico ed è questo che piace soprattutto ai vertici della Figc.
Come gioca
Il suo assetto ideale si identifica nel 4-2-3-1, pronto a trasformarsi in un 3-2-5 in fase di costruzione, ma non è detto che a Coverciano, dove si è formato come allenatore, riparta da questi concetti. Anche Rino Gattuso, suo compagno nel trionfo Mondiale del 2006, era entrato in azzurro con l’intento di difendere a quattro, prima che un confronto con la squadra lo spingesse al classico 3-5-2. Visto il progetto a lungo termine, Pirlo potrebbe tornare al 4-4-2 con i due attaccanti.
Su chi può puntare
In attacco, oltre alla coppia Kean-Retegui spicca l’emergente Pio Esposito, autore dei due gol azzurri nelle amichevoli estive dirette da Silvio Baldini, mentre restano da valutare le condizioni di Scamacca, senza dimenticare il jolly Raspadori. Davanti a Donnarumma, in difesa gli esterni non mancano: Calafiori, Dimarco e Palestra. A centrocampo ci saranno Tonali e Barella con Pisilli uomo in più. Pirlo riparte da questa ossatura importante.
I giovani
Non solo Esposito. Ci sono Bartesaghi sulla sinistra, l’esterno del Burnley Koleosho, Liberali impegnato ad affinarsi da Cesc Fabregas e Giovanni Leoni, difensore del Liverpool classe 2006 reduce da un grave infortunio al ginocchio, pronto a conquistarsi uno spazio nell’anno zero della Nazionale. I giovani, insomma, non mancano. Ma bisogna dargli fiducia, farli giocare e permettere loro di sbagliare. Solo così si può costruire una nuova ossatura capace di andare a Euro 2028 e ai Mondiali del 2030 da protagonista. Fonte: Il Mattino

