“Allegri baderà alla concretezza e a Napoli saprà trovare motivazioni! Favasuli? Ottimo in chiave futura”

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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista.

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Massimiliano Allegri è stato presentato ufficialmente come nuovo allenatore del Napoli. Negli ultimi anni è stato spesso criticato, soprattutto per le sue esperienze alla Juventus, alimentando una narrazione molto negativa nei suoi confronti. Napoli può rappresentare il trampolino ideale per il suo rilancio?
“Può esserlo, ma allo stesso tempo può rappresentare anche una sfida molto complicata. Tutto dipenderà dai risultati. Napoli oggi è una piazza che pretende tanto: dopo il mercato della scorsa stagione, con una rosa importante e la Champions League da affrontare, non può essere considerata una piazza di passaggio. Allegri arriva con un curriculum importante, ha vinto tantissimo, anche se non è mai stato considerato un allenatore spettacolare dal punto di vista del gioco. Fa parte delle sue caratteristiche: lui bada soprattutto alla concretezza. Mi auguro che ritrovi entusiasmo e motivazioni. Dopo la delusione dell’ultima esperienza, tornare subito su una panchina prestigiosa come quella del Napoli rappresenta una grande opportunità. La città lo accoglierà con entusiasmo, ma allo stesso tempo gli chiederà subito risultati. Non è detto che la squadra riesca immediatamente a esprimere un grande calcio, anche perché nella parte finale della scorsa stagione il Napoli è sembrato trascinarsi fino al termine del campionato. Credo però che ci sia tanta voglia di ripartire, sia da parte della società sia dei giocatori.”

Le chiedo invece un parere sui nuovi acquisti del Napoli. Partendo da Costantino Favasuli, che dovrebbe essere ufficializzato a breve, pensa che possa essere il vice ideale di Giovanni Di Lorenzo?
“Sicuramente avrà bisogno di tempo per ambientarsi. Arriva in una piazza enorme come Napoli e non gli verrà chiesto di essere subito titolare. Potrà crescere con serenità, imparando da giocatori importanti e da un capitano come Giovanni Di Lorenzo, che rappresenta un punto di riferimento. Le pressioni di Napoli sono completamente diverse rispetto a quelle di Catanzaro, pur essendo anche quella una piazza molto calorosa. Credo sia un acquisto intelligente, sia per il presente sia soprattutto in prospettiva futura.”

I social sono praticamente divisi sulla figura di Giovanni Manna. C’è chi lo critica per la lentezza nelle trattative, sia in entrata sia in uscita. Vuole spiegare quanto sia complesso il lavoro di un direttore sportivo?
“È un lavoro di una difficoltà incredibile. Hai sempre la pressione di non poter sbagliare un acquisto, soprattutto quando lavori in una società come il Napoli, che investe cifre importanti. Allo stesso tempo, quando devi cedere un giocatore, tutti sanno che il Napoli vuole mantenere un certo valore economico e chi compra prova inevitabilmente a fare il miglior affare possibile. È un ruolo estremamente delicato, al pari di quello dell’allenatore, del presidente o dello staff medico quando deve recuperare un giocatore fondamentale. A questi livelli il margine d’errore è sempre più ridotto. Non è facile fare il direttore sportivo del Napoli, ma è anche un incarico prestigioso e gratificante. Sta a lui commettere meno errori possibile, sia nelle operazioni in entrata sia in quelle in uscita.”

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