«È solo una partita di calcio!» Queste sono le parole con cui il CT argentino Lionel Scaloni apre la conferenza stampa, prima ancora che i giornalisti possano avanzare qualsiasi domanda. Una sorta di preambolo che mira a escludere qualsiasi interpretazione capace di portare il tema fuori dal campo di gioco.
La storia, tuttavia, ci racconta che questa gara è molto più di una semplice partita disputata su un rettangolo verde. Bisogna riavvolgere il nastro fino al 1982, quando l’Argentina, già devastata da una crisi economica e da una guida politica scellerata, tentò, con le poche forze a disposizione, di riconquistare le isole Falkland, chiamate dai sudamericani Malvinas, occupate dal Regno Unito nel XIX secolo e rivendicate dall’Argentina come parte del proprio territorio. Le isole erano strategicamente importanti per l’industria baleniera e per gli interessi economici legati all’Atlantico meridionale.
Il Regno Unito, nonostante fosse stato colto di sorpresa dall’attacco, riuscì in breve tempo a organizzare una Task Force che permise di arginare e respingere gli invasori, riconquistando le isole in settantatré giorni. L’Argentina perse circa 650 soldati, quasi tutti tra i 18 e i 25 anni, inviati al fronte attraverso la leva obbligatoria, ai quali si aggiunsero circa diecimila prigionieri.
Nonostante la sconfitta sul piano politico e militare, quattro anni dopo l’Argentina riuscì a prendersi la sua personale rivincita sportiva. Ai Mondiali di calcio del 1986, disputati in Messico, nei quarti di finale si affrontarono proprio Argentina e Inghilterra. Diego Armando Maradona realizzò uno dei gol più discussi della storia del calcio, passato alla storia come la “Mano de Dios”. Dopo un pallone alto in area inglese, Diego saltò più in alto del portiere e, con estrema destrezza, colpì il pallone con la mano, spedendolo in rete per l’1-0 argentino. Nessun VAR, nessuna moviola: il gol venne convalidato tra le proteste degli inglesi.
Pochi minuti più tardi, Maradona segnò quello che sarebbe stato ribattezzato il “Gol del Secolo”, superando praticamente l’intera difesa inglese prima di battere il portiere e trascinare l’Albiceleste verso la semifinale. Quei Mondiali l’Argentina li avrebbe poi vinti, consacrando definitivamente Maradona e ottenendo una memorabile rivincita sportiva nei confronti dell’Inghilterra.
Oggi, esattamente quarant’anni dopo, è di nuovo Argentina contro Inghilterra, di nuovo a un Mondiale, di nuovo in Messico. Questa volta, però, è una semifinale e in palio c’è l’accesso alla finale contro la Spagna. Riuscirà Lionel Messi a prevalere ancora una volta, regalando a sé stesso e ai suoi compagni la possibilità di conquistare la seconda Coppa del Mondo consecutiva? Oppure sarà l’Inghilterra a prendersi quella rivincita sportiva inseguita da quarant’anni? Non ci resta che aspettare.
A cura di: Luigi Ferrigno
