La Juve Stabia ufficializza la cessione di LEONE

Leone-Pisa, il retroscena del rinnovo: una clausola irrisoria dietro l'addio a parametro quasi zero

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La cessione di Giuseppe Leone al Pisa, ufficializzata in queste ore dalla S.S. Juve Stabia 1907, si porta dietro un retroscena contrattuale che merita di essere ricostruito con attenzione.

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Il centrocampista torinese, arrivato a Castellammare di Stabia nell’agosto 2023, aveva rinnovato il proprio contratto con le Vespe fino al 30 giugno 2026, come da comunicato ufficiale del dicembre 2024. Un accordo che, all’epoca, aveva blindato il giocatore per un’altra stagione dopo la storica promozione in Serie B.

Nelle scorse settimane, tuttavia, è emerso che il contratto di Leone era stato ulteriormente prolungato fino al 30 giugno 2027. E qui sta il punto che merita di essere sottolineato con forza: di questo secondo rinnovo non esiste alcun comunicato stampa ufficiale. Nessuna nota della società, nessuna dichiarazione del giocatore, nessuna immagine celebrativa — a differenza di quanto avvenuto puntualmente per il primo prolungamento, annunciato con tanto di dichiarazioni di presidente e calciatore. Un’operazione che ha riguardato uno dei calciatori più rappresentativi della rosa, prolungandone il vincolo contrattuale per un’ulteriore stagione, e che la tifoseria ha scoperto solo ora, per vie traverse, nel momento dell’addio. A questo silenzio si è accompagnata una clausola rescissoria dal valore nettamente inferiore rispetto al reale valore di mercato del giocatore — anch’essa mai comunicata, mai discussa pubblicamente, emersa soltanto quando ha permesso al Pisa di prelevare Leone a condizioni di assoluto favore.

Una circostanza che solleva più di un interrogativo. Il prolungamento risalirebbe infatti a un periodo di forte instabilità societaria per la Juve Stabia, tra il passaggio di quote da Andrea Langella a Brera Holdings/Solmate e i mesi turbolenti che hanno preceduto l’arrivo dell’attuale proprietà guidata da Alfredo Guerri. La gestione sportiva dell’epoca, riconducibile all’allora direttore sportivo Matteo Lovisa — l’uomo che aveva fortemente voluto Leone a Castellammare nel 2023 — porterebbe la firma di questo secondo accordo.

Il risultato è che l’attuale dirigenza gialloblù si è trovata, di fatto, a ereditare un danno già scritto. Il dottor Alfredo Guerri, insediatosi come presidente solo il 10 giugno scorso dopo mesi di caos societario, ha ricevuto un club in una situazione tutt’altro che semplice da ricostruire — e a questo scenario si è aggiunta anche una zavorra contrattuale di cui, con ogni evidenza, la nuova proprietà non era nella condizione di conoscere ogni dettaglio all’atto del subentro. Allo stesso modo il direttore tecnico De Vito e il direttore sportivo Stefanelli, chiamati a costruire un progetto sportivo in appena poche settimane, si sono ritrovati a gestire le conseguenze di una scelta presa da altri, in un altro momento, con altre logiche. Non hanno firmato quella clausola, non l’hanno negoziata, eppure sono loro ad aver dovuto fare i conti con un’uscita che ha privato la Juve Stabia di qualsiasi reale potere contrattuale nei confronti del Pisa. Una situazione che, va detto con chiarezza, non è imputabile alla gestione attuale, ma che quest’ultima ha dovuto subire passivamente, senza margine di manovra, proprio nel momento in cui si presentava ai tifosi con l’ambizione di dare stabilità e trasparenza al club.

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