De Bruyne con McTominay, Lobotka e Anguissa. I Fab Four in pratica. Probabilmente l’obiettivo di Allegri è farli convivere, mettere in campo tutta la qualità. Scrive La Gazzetta dello Sport: “Li chiamarono i Fab Four, c’erano le premesse affinché lo fossero, ma se poi quell’idea ne è uscita vagamente stonata, forse è stata (anche) colpa del destino: che quando Anguissa, De Bruyne, Lobotka e McTominay cominciarono a cercarsi, e magari si stavano trovando, intervenne duramente […] Il calcio secondo Allegri è fatto di piedi buoni e palleggiatori, di talento che rapisca anche durante gli allenamenti, e Kevin De Bruyne, pure in questo Mondiale attraversato nell’ombra resta una deliziosa tentazione da provare a gustare: i moduli hanno una funzione ma l’organizzazione va oltre i numeri, e però in questo Napoli da plasmare a propria immagine e somiglianza, al Conte Max l’idea di tentare – che sia albero di Natale, che sia altro da verificare sul campo – è più insistente del solletico.”
