C’è BIG ROM il Belgio va. Cronaca e pagelle. Agli ottavi contro gli U.S.A.

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I Diavoli riemergono Ai supplementari Tielemans su rigore   Il Senegal da 2-0 a 2-2 in 3’ Lukaku apre la rimonta. Poi è 3-2
Garcia aggiusta una squadra spenta in corsa Ed è agli ottavi

 R omelu Lukaku vive. Dopo un anno zoppicante al Napoli, con tantissime critiche perché concentrato nel cercare di raggiungere il Mondiale, il centravanti si è ripreso la scena al Lumen Field di Seattle. La zampata arriva a quattro minuti dal termine, quando Moreira viene colpito da un rilancio avversario e Meunier si trova – quasi per concessione divina – la possibilità di crossare verso Big Rom. Movimento quasi telefonato per anticipare l’avversario, uno a due e partita riaperta, dopo che il Senegal ha dominato per tutta la partita. Poi la gentile concessione del portiere avversario cristallizza il pari nel recupero, impensabile fino al quarantesimo della ripresa. Al centoventesimo è poi capitan Tielemans a metterla sotto l’incrocio per il tre a due finale, dopo che proprio Lukaku sembrava il deputato a battere. Incredibilmente il Belgio passa all’ultimo minuto, forse immeritatamente per quanto visto.

SENZA PRIMA PUNTA. Rudi Garcia preferisce non modificare l’assetto rispetto a quanto visto contro la Nuova Zelanda, riconfermando De Ketelaere fra i titolari e Lukaku out. Il risultato genera zero tiri nello specchio per praticamente un tempo, al netto di una sortita di De Cuyper deviata da Mory Diaw. Il Belgio è lento, prevedibile, con pochissimi spunti. Per questo il Senegal si fa preferire per larga parte, tanto che dopo un quarto d’ora è Ismaila Sarr, scelto come nove in luogo di Nicolas Jackson, ad avere sui piedi la palla dell’uno a zero: prima colpisce il palo, poi da terra manda fuori. Dovrebbe essere una sveglia per i Diavoli Rossi, che continuano nel loro sonnecchiante modo di giocare. Così è anche naturale subire l’uno a zero, quando Mané trova lo spazio per crossare il pallone sulla testa ancora di Sarr, che prolungando centra di nuovo il palo. Sul rimbalzo non c’è nessuno se non Diarra che, a porta vuota, non può far altro che firmare il vantaggio. Anche più che meritato.DENTRO LUKAKU. Nella ripresa il tecnico belga cerca di mettersi ai ripari inserendo finalmente un centravanti per un De Ketelaere che rientra in panchina già con la polo. Dopo pochissimo Mechele e Theate perdono contatto con Sarr, bravo a incunearsi e a stoppare orientato verso Courtois, per poi infilarlo con una conclusione secca. Due a zero e davanti un K2 da scalare. A quel punto Garcia sostituisce Doku e De Bruyne per inserire Lukebakio e Raskin, in un disperato tentativo di muovere diversamente le proprie pedine. Il grave problema è che fino al settantesimo l’unica preoccupazione proviene da una svirgolata a campanile di Camara che, comunque, finisce tranquilla nelle mani del portiere africano. Traduzione: il Belgio non funziona, né davanti né dietro, in una disarmante prova di impotenza. È per questo motivo che quel che capita nello spazio di pochi minuti sembra impensabile: prima Lukaku, poi Tielemans e tempi supplementari. Mbaye a undici dalla fine ha l’opportunità di chiudere i conti, ma il suo piattone va inspiegabilmente largo. Finale da tregenda: Lukebakio spara sulla traversa, ma Tielemans è stato affondato in area da Camara e dopo il Var viene concesso il rigore. Danza sul pallone, calcia il capitano, Tielemans, e piattone all’incrocio. La generazione d’oro del Belgio non è ancora finita. 

Fonte CdS
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