Maroon 5 a Milano: tutto comincia ancora da ‘Songs About Jane’

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(Adnkronos) –
Come si spiegano i Maroon 5 a chi non era nato nel 2002? Forse bastano tre parole: ‘Songs About Jane’. L’album di debutto della band americana, pubblicato ventiquattro anni fa, è stato il punto di partenza della carriera di Adam Levine e soci. E lo è ancora oggi. Basta osservare il pubblico dell’Ippodromo Snai San Siro di Milano, dove la formazione losangelina torna a undici anni dall’ultima apparizione in città, in occasione degli I-Days, per capire come quelle canzoni abbiano attraversato più di una generazione. Molti dei ragazzi presenti -tanti in coppia o con i genitori- non erano nemmeno nati quando ‘This Love’ e ‘She Will Be Loved’ dominavano Mtv. Eppure le conoscono a memoria.  

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I Maroon 5 salgono sul palco attorno alle 21.15, partendo da ‘Harder to Breathe’. Una decisione che racconta molto del rapporto che la band continua ad avere con la propria storia. Prima dei featuring, delle playlist globali e dei miliardi di streaming, c’era il pop-rock di ‘Songs About Jane’: chitarre in primo piano, influenze funk e soul, melodie immediate. Un disco che ancora oggi rappresenta il centro della loro identità artistica. Anche il titolo dell’album aveva un’origine precisa. Jane era Jane Herman, ex fidanzata di Adam Levine, e gran parte di quelle canzoni nasceva dalla fine della loro relazione. ‘This Love’, ‘She Will Be Loved’, ‘Sunday Morning’, ‘Harder to Breathe’: brani che hanno accompagnato l’ascesa del gruppo e che per molti Millennial coincidono con una stagione ben precisa della musica pop dei primi anni Duemila.  

A rendere il fenomeno ancora più grande contribuì anche la figura di Levine, oggi 47enne ancora capace far impazzire il pubblico femminile con una canottiera bianca attillata e jeans scuri. Nei primi anni Duemila non era soltanto il frontman dei Maroon 5 ma uno dei volti più riconoscibili del pop americano. Tatuaggi, copertine, relazioni sentimentali regolarmente seguite dalla stampa specializzata e un’immagine a metà strada tra rockstar e playboy. Prima le relazioni con modelle e attrici, poi il matrimonio con la top model namibiana Behati Prinsloo, entrato anch’esso nel racconto pubblico che ha accompagnato la sua carriera. Una sovraesposizione che negli anni ha avuto anche risvolti meno favorevoli, come le polemiche e le accuse di tradimento emerse nel 2022, finite per qualche tempo al centro dell’attenzione mediatica.  

Per fortuna a Milano il focus è solo sulla musica, con la scaletta che è una rapida sequenza di hit. Dopo ‘This Love’, la cover di ‘Stereo Hearts’ dei Gym Class Heroes richiama uno dei featuring più popolari della carriera di Levine, prima che il set attraversi le diverse fasi della storia della band. ‘Animals’, ‘One More Night’ e ‘Misery’ raccontano tre momenti distinti della loro evoluzione (e tre dischi di successo come ‘V’, ‘Overexposed’ e ‘Hands all Over’) mentre ‘Sunday Morning’ riporta il concerto alle atmosfere più morbide e soul degli esordi. Levine sul palco non si risparmia, salta da un lato all’altro, incita i fan, ci scherza, imbraccia la chitarra improvvisando assoli dalle venature più rock.  

“È un onore essere qui stasera – dice – canteremo molto, voi cantate tutti con me dalla prima all’ultima fila, me lo avete promesso”. La parte centrale dello show è quella che raccoglie più consensi da parte del pubblico. ‘Won’t Go Home Without You’, ‘Memories’ -omaggio alla memoria dell’ex manager della band, Jordan Feldstein- e soprattutto ‘She Will Be Loved’ fanno cantare davvero tutto l’Ippodromo, confermando quanto il repertorio costruito nei primi anni continui a rappresentare l’aspetto più riconoscibile della band. Dal pop rock degli inizi il gruppo è passato ora a un pop più commerciale, con influenze R&B ed elettroniche, fino ai brani più accessibili di ‘Love is Like’ (2025) che tuttavia non figurano in scaletta.  

Nella seconda parte del concerto emergono invece i Maroon 5 che hanno dominato il pop internazionale dell’ultimo decennio e mezzo. ‘Maps’, ‘Love Somebody’, ‘Don’t Wanna Know’, ‘What Lovers Do’ e ‘Makes Me Wonder’ ripercorrono la trasformazione del gruppo da band pop-rock a protagonista stabile delle classifiche globali. Un percorso che ha spesso diviso critica e fan della prima ora ma che ha consentito alla formazione di restare rilevante mentre molte altre realtà della stessa generazione uscivano progressivamente dal centro della scena. ‘Girls Like You’, con la voce registrata di Cardi B e ‘Moves Like Jagger’, due dei singoli che meglio rappresentano la fase più recente della loro carriera, chiudono la parte principale dello show prima del bis. Brani che spiegano come i Maroon 5 siano riusciti ad attraversare epoche diverse dell’industria musicale, passando dalla stagione di Mtv a quella dello streaming.  

Nel corso di oltre vent’anni la band ha cambiato più volte linguaggio e coordinate. Ha attraversato il pop-rock degli esordi, la stagione dei grandi singoli radiofonici, l’era dei featuring e quella delle piattaforme digitali. Eppure il momento in cui il concerto sembra raccontare davvero chi sono i Maroon 5 resta legato alle canzoni del loro debutto. Un disco pubblicato nel 2002: ‘Songs About Jane’. (di Federica Mochi)  

 

 

 

 

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