(Video) – Scugnizzo Cup 2026, passione e aggregazione nel ricordo di Lorenzo Spasiano!

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Mercoledì 24 giugno è andata in scena la fase finale della Scugnizzo Cup 2026, la settima edizione di una manifestazione nata quasi per scommessa nel 2020 e oggi riconosciuta e apprezzata in tutta Italia. Ma definirlo un semplice torneo sarebbe profondamente riduttivo. La Scugnizzo Cup nasce principalmente per aiutare, sostenuta con forza dalla Fondazione Santobono Pausillipon e da diverse altre fondazioni che credono nel riscatto.

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Il cuore del progetto si trova nel cuore di Napoli, in salita Pontecorvo, tra le mura dell’ex carcere minorile Filangieri, riaperto nel 2015 come risposta concreta allo stato di abbandono e trasformato in un laboratorio di attività sociali.

“La Scugnizzo Cup nasce per aiutare tutti, sia i bambini del Pausillipon, sia chiunque ne abbia bisogno. La competizione riunisce in modo significativo tante persone, tanti bambini di ogni quartiere limitrofo. Il calcio deve essere questo: aggregazione, amicizia, si gioca prima di tutto per divertimento”, spiegano con orgoglio i due fondatori, Luca Borrelli e Giuseppe Pipino. Quella che era iniziata come una semplice partita tra amici si è trasformata, grazie alla perseveranza e a costanti miglioramenti anno dopo anno, in un evento dal richiamo straordinario.

Dove si gioca?

Ciò che rende ancor più magico il torneo è la location: un qualcosa di unico, un contrasto visivo che mozza il fiato: all’interno del complesso si possono ancora scorgere le celle dell’ex carcere, testimonianza di un passato di reclusione che oggi si è convertito alla libertà del gioco. Il campetto centrale permette di assistere ai match anche dall’alto, regalando una visuale pazzesca. Ragazzi e bambini si arrampicano su panchine improvvisate pur di non perdersi un secondo di gioco, pronti a rigettarsi in campo alla prima occasione per rincorrere il pallone con la spensieratezza più pura.

Il torneo

Il format del torneo ha visto darsi battaglia 24 squadre, suddivise in 6 gironi da 4, prima delle classiche e spietate eliminazioni dirette. Prima del fischio d’inizio della finalissima, il pubblico ha potuto rifarsi gli occhi con lo spettacolo di foot table che ha visto protagonisti Pasquale Errico (campione italiano dal 2021 al 2025) e il campione georgiano Lasha Mushkudiani, abili nel coinvolgere nei loro scambi anche i piccoli spettatori a bordo campo. Poi, il cielo sopra salita Pontecorvo si è acceso: fuochi d’artificio, torce e fumogeni hanno creato una bolgia travolgente, un’atmosfera degna delle curve più calde del calcio sudamericano o dell’Europa dell’Est.

“La società deve far capire che la Napoli ‘bene’ è proprio questa: dove si può creare aggregazione, dove si costruisce il futuro. Non si può perdere la vita così da giovani. Siamo profondamente colpiti dalla scomparsa di Lorenzo, il fratello era un nostro caro amico e stasera lo ricorderemo con tutto il nostro cuore.” Continuano così gli organizzatori.

Subito dopo la presentazione delle squadre e i giochi pirotecnici infatti, il clima di festa si è fuso con la commozione nel ricordo di Lorenzo Spasiano, il giovane di 21 anni che ha tragicamente perso la vita a causa di una banale lite da calcetto. Un ragazzo estraneo alle dinamiche di camorra, un lavoratore appassionato di calcio e boxe che gli organizzatori hanno voluto onorare. Le due squadre finaliste si sono strette in un grande cerchio di rispetto. Al fischio dell’arbitro Vincenzo Caprio, detto “Tyson“, la bolgia precedente si è trasformata in un silenzio assordante, interrotto solo da un grido spontaneo levatosi dagli spalti: “Dobbiamo combattere il degrado!”.

Il match

Con la telecronaca di Carmine Esposito, la finale tra Bayer Monaco e Galatasaray ha preso il via, rivelandosi una partita splendida, ricca di agonismo puro e continui capovolgimenti di fronte. Il Bayer si porta avanti, subisce il pari, ma chiude il primo tempo in vantaggio per 3-1. Nella ripresa esce fuori l’orgoglio del Galatasaray, trascinato dalla classica “garra” argentina di Gonza Pires, che rimonta fino al 3-3. Le emozioni non finiscono: i tempi regolamentari si chiudono sul 4-4.

I supplementari sono un concentrato di adrenalina e agonia. Il Galatasaray segna nel primo tempo supplementare e assapora la vittoria, ma il Bayer tenta il tutto per tutto giocando gli ultimi minuti senza portiere e trova un clamoroso pareggio in extremis dopo i due minuti di recupero. Si va ai calci di rigore. Dagli undici metri a trionfare è il Galatasaray, complici i due errori decisivi del Bayer Monaco.

Si conclude così uno dei tornei più affascinanti e densi di significato della penisola, giocato in un ex carcere, pensato per i bambini e animato da una passione viscerale che spesso contraddistingue il popolo partenopeo. A fine serata, un emozionato Luca Borrelli ha aggiunto: “Cerchiamo, una volta all’anno, di fare in modo che il mio quartiere, insieme a tutti gli altri, possa divertirsi e trascorrere una splendida giornata insieme”. Parole semplici di chi, durante tutto il match, è rimasto a bordo campo a sistemare i dettagli, preoccupandosi della sicurezza dei presenti e della perfetta riuscita dell’evento.

Napoli, almeno per una notte, non ha pianto: ha gioito. Ha dimostrato che dove c’era reclusione oggi c’è comunità, che dove c’era silenzio oggi ci sono le grida di gioia dei bambini. In quel pallone che rotola sul cemento dell’ex Filangieri, dove un tempo c’era rassegnazione, oggi c’è un po’ speranza.

Foto e Video

 

 

 

Dall’inviato del Napoli online Daniele Garofalo

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