Per la nazionale italiana stuzzica l’idea Baldini

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La malinconia cresce proporzionalmente all’avvicinarsi del fischio d’inizio. Fa parte dell’elaborazione del lutto: all’inizio non sembra vero, poi arriva la fase in cui ci sono mille cose a cui pensare, a cui badare. Infine c’è l’inevitabile presa di coscienza, che è poi il momento più doloroso: il Mondiale che inizia fra poche ore ci rimette davanti allo sprofondo, mentre ai piani alti della Figc provano ad allestire l’ennesima ripartenza. Serve un presidente e serve un commissario tecnico. Per quanto riguarda la panchina, nell’ultimo mese lo scenario è cambiato parecchio. Se qualche settimana fa, in pieno shock, i nomi più caldi erano stati Conte e Allegri, adesso non è più così. Antonio c’è ancora ma è più sullo sfondo, mentre a Napoli De Laurentiis è finalmente riuscito a strappare il sì di Max. Quali le strade percorribili, dunque?
I sondaggi online di Gazzetta.it non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno lo scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità. Le percentuali non tengono conto dei valori decimali. In alcuni casi, quindi, la somma può risultare superiore a 100.

Iniziamo da chi si è preso la responsabilità di gestire il ritorno in campo della Nazionale dopo la terza Apocalisse azzurra. Silvio Baldini merita una menzione speciale perché banalizzare e minimizzare la situazione definendolo traghettatore non rende giustizia: il coefficiente di esposizione era comunque consistente e lui oltre ad averci messo la faccia ci ha messo anche le sue idee. O meglio: i suoi ragazzi dell’Under, un po’ per dare coerenza al percorso e un po’ perché – mai come questa volta – occorreva riuscire a mettere in vetrina qualche giocatore da cui ripartire in vista del prossimo ciclo. Baldini dopo aver vinto con Lussemburgo e Grecia ha parlato come sempre senza filtri, ricordando di non essere “uno scappato di casa”, ma si è schermito quando gli sono state fatte domande dirette su una possibile conferma alla guida dell’Italia. No, non sarà lui a riprendere per mano la Nazionale, anche se c’è una fetta di opinione pubblica a cui non dispiacerebbe: Baldini piace per la schiettezza e, ovviamente, per la capacità di lavorare con i ragazzi. Ma in via Allegri – non da ora – preferiscono affidarsi a un nome di maggior spessore, anche a livello di impatto mediatico.Ecco perché negli ultimi giorni è tornato anche il nome di Roberto Mancini. C’è chi la vede un’eresia calcistica, considerata la deriva inarrestabile avvenuta dopo la vittoria dell’Europeo. C’è anche chi ironizza sul fatto che tornerebbe in panchina proprio uno degli allenatori con cui non siamo riusciti a qualificarci ai Mondiali nell’ultimo tragico trittico. Ma in questo momento c’è anche questo profilo, seppur non il più accreditato al momento (andrebbe a percepire circa 2 milioni a stagione). Mancini comunque sarebbe pronto e per lui ci sarebbe un contratto quadriennale, quindi fino al prossimo Mondiale. La data da cerchiare sul calendario sarà quella del 22 giugno, quando sarà eletto il nuovo presidente federale. Per quanto riguarda gli impegni di campo, l’Italia si radunerà a Coverciano il 21 settembre e poi affronterà in Nations il Belgio, la Francia e due volte la Turchia.

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