Champions – Dembélé fa sognare il Psg, Kane risponde troppo tardi: finisce 1-1

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Già dal risultato si vede che non è stata la partita dell’andata, ma a decidere (senza supplementari) è il gol di vantaggio con cui il Psg aveva vinto a Parigi (5-4). Il verdetto però è corretto, anche se finisce 1-1 grazie al pareggio tardivo di Kane al 94’. I campioni d’Europa meritano la seconda finale consecutiva, dove incontreranno l’Arsenal senza nascondere che sono i favoriti. Sarà la terza finale dei parigini dal 2020, il decennio ha (anche) la loro impronta. Il Bayern manca invece la dodicesima finale perché non riesce a difendere come gli avversari, deve ringraziare Neuer in più di una scena, ma soprattutto viene spento il gran fuoco del suo attacco: un reparto che ha firmato 174 reti nelle precedenti 51 uscite stagionali stavolta tentenna, non approfitta quando si crea una superiorità numerica, spreca con dei tiretti o conclusioni fuori specchio le chance che a fatica riesce a ritagliarsi.

 

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I motivi

 

E poi il Bayern ricade subito nello stesso errore che riequilibrò la sfida all’andata: fascia destra scoperta e Kvaratskhelia, il migliore, che va a nozze, oltre che in porta: suo l’assist per l’1-0 di Dembélé dopo soli due minuti e venti secondi. E dire che Vincent Kompany ha cambiato le pedine su quel settore, perché al posto di Stanisic, che a Parigi patì non solo nella scena dell’1-1, e qui è dirottato a sinistra, c’è Laimer. Ma anche il laterale austriaco cade nella trappola di Luis Enrique. Sale per pressare il palleggio degli ospiti, lascia il corridoio aperto, occupato dalla fuga di Kvara che ha triangolato con Fabian Ruiz. Upamecano rincorre ma non intercetta l’ex napoletano, il quale è bravo a vedere il movimento a uscire di Dembélé, mentre tutti i bavaresi vanno a coprire la porta. Il Pallone d’oro non sbaglia e chi si aspetta un duello ricco di gol come la settimana scorsa si frega le mani. Non sarà così: stavolta non c’è colpo su colpo perché il Bayern non è preciso come nel primo match, nel quale con otto tiri nello specchio trovò quattro esultanze. Olise a sinistra fra subito ammonire Nuno Mendes però non è più dirompente come a Parigi. Dall’altra parte passa con più facilità Luis Diaz, senza che i suoi suggerimenti vengano sfruttati. Luis Enrique è senza Hakimi, infortunato, quindi ha retrocesso Zaire-Emery a coprire quel fianco, ma per il timore che il colombiano lo trituri, ha ordinato anche a Marquinhos di seguire Diaz, per una difesa a tre uomo su uomo. Comunque quando Zaire-Emery regala a Diaz un pallone velenoso, Olise non riesce a chiudere in rete, stoppato da Mendes. Il 4-2-3-1 del Bayern non riesce a essere verticale, il 4-3-3 dei francesi si raccoglie attorno al solito Vitinha per cercare di rubare palla e ripartire. La prima chance per il 2-0 capita sulla testa di Neves, da calcio piazzato, ma stavolta Neuer risponde da campione, mentre la settimana scorsa il portoghese infilò il 2-1 da corner. La crescita di Musiala, pallido nella prima mezz’ora, dà fiducia al Bayern prima dell’intervallo, però la cifra di sei tiri fuori e uno in porta è la fotografia esatta della prima metà. E non cambia anche dopo.

Le mosse

Il Bayern perde anche velocità nella ripresa, è costretto a giocare anche in orizzontale perché il Psg è molto corto ma comunque costruisce le occasioni migliori, legittimando il vantaggio e anche rafforzando i meriti. Neuer mostra di avere ancora riflessi da ragazzino due volte su Doué e di piede su Kvaratskhelia. Il Bayern resta a lungo a secco anche perché Olise gioca con troppa sufficienza, a Kane non riesce il consueto elastico, Musiala non ha ancora ritrovato la condizione pre infortunio (proprio contro il Psg, al Mondiale per club). Così il Psg gestisce da squadra unita il finale fino al recupero, quando Kane esce dall’ombra e gira in porta il sinistro del pareggio, il suo gol numero 55 in questa stagione. Ma non basta per trovare la finale cui va con merito il Psg.   Fonte: Gazzetta

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