Renica a Il Mattino: “Vergara? Mi è parso un calciatore con personalità. Se Conte l’ha tenuto in gruppo è perché merita”

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L’ex calciatore del Napoli, Alessandro Renica, ha parlato in un’intervista a Il Mattino.

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C’è un Napoli d’Italia, con lo scudetto sul petto e l’orizzonte chiaro. E poi quello d’Europa, con troppe difficoltà fin qui e un brutto ko che torna con gli azzurri anche da Lisbona. Ma perché questa differenza? Il doppio impegno è così proibitivo per davvero? O è solo un discorso di assenti
«La rosa, sulla carta, è fortissima. Il club ha fatto il massimo in estate per regalare a Conte le alternative giuste. Ma se poi hai quasi il 50% della squadra fuori, qualche problema lo dovrai pur avere» spiega Alessandro Renica, ex difensore azzurro che ha seguito a distanza il match del da Luz.
Qual è stato il principale problema del Napoli a Lisbona?
«Non ci sono le rotazioni giuste al momento. Ma Conte può far poco in questo momento. Il Napoli è stato da una grande rincorsa nelle ultime cinque partite. Era naturale che si potesse incontrare una gara difficile come quella di mercoledì sera in Portogallo».
Il Benfica è parso più leggero nella testa.
«Sicuramente c’è anche questo tra gli elementi. Anche Mourinho a me è sembrato più sereno in panchina rispetto al passato. E poi la squadra è andata in campo libera, spensierata. Guardate le due occasioni sprecate in avvio da Ivanovic e Aursnes: dopo sembravano comunque sereni. Fosse capitato in Italia, avremmo visto calciatori disperarsi per diversi minuti prima di ritrovare la concentrazione giusta».
Tra le opzioni a centrocampo, c’è Vergara: lo lancerebbe subito in campo?
«Sposerei subito la sua causa. Perché i giovani in questo Paese vivono sempre troppe difficoltà. Mi è parso un calciatore con personalità. Se Conte l’ha tenuto in gruppo è perché merita. Certo, dovremmo mettere in conto anche che può sbagliare qualche partita, ma è necessario per il suo percorso».
I due giorni in più di recupero per il Benfica sono stati decisivi?
«Sono un fattore, ma non c’è bisogno di pensare a altri alibi per il momento. Un calo era prevedibile per questa squadra, bisogna riposare dopo una trasferta così e pensare immediatamente a Udine. A gennaio, con qualche rientro, ci sarà modo di guardare con serenità alle altre partite e qualificarsi ai playoff».
Si poteva preventivare una sfida come quella di Lisbona?
«Posso dire senza timore di essere smentito che c’è una certezza: dopo tre partite giocate alla grande, una la sbagli di sicuro. Ed è in quella partita che una squadra deve attingere alle sue risorse».
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