Non c’è più pace per la Juve Stabia
Superbonus, sequestro da 14,5 milioni: nell'inchiesta spunta la Juve Stabia
Non sembra esserci mai un momento di tranquillità per le vicende extra-campo del club stabiese. Con l’arrivo di Guerri, scelto e vagliato dallo stesso tribunale nell’ambito dell’amministrazione giudiziaria, in molti avevano guardato con fiducia a una gestione più serena dopo anni complicati. Ora, a poche settimane di distanza, emergono alcune ombre societarie che meritano attenzione. Proprio per questo è giusto continuare a tutelare prima di tutto la Juve Stabia e il suo percorso sportivo, seguendo con attenzione gli sviluppi prima di trarre conclusioni definitive.
La Guardia di Finanza di Napoli Nord ha eseguito un sequestro preventivo di crediti fiscali per oltre 14,5 milioni di euro nell’ambito di un’indagine per truffa aggravata legata al Superbonus 110%. Il provvedimento, disposto dal GIP del Tribunale di Aversa su coordinamento della Procura di Napoli Nord guidata dal procuratore Domenico Airoma, ha colpito l’intero complesso aziendale e le quote di due società: Domus S.r.l. e Gold S.r.l.
Il legame con la Juve Stabia
Il dettaglio che ha attirato l’attenzione degli ambienti sportivi campani è che Domus S.r.l. è la società riconducibile all’imprenditore Alfredo Guerri, che solo un mese fa ha rilevato la Juve Stabia, club di Serie B. L’indagine non riguarda direttamente la società calcistica, ma l’operazione è stata comunque comunicata alla Procura Nazionale Antimafia e alla Procura Distrettuale di Napoli anche in relazione all’amministrazione giudiziaria tuttora in corso sulla Juve Stabia S.r.l., proprio per verificare eventuali intersezioni tra i due procedimenti.
Il meccanismo della presunta frode
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il rappresentante legale delle società coinvolte operava come general contractor per la ristrutturazione di condomini nell’area nord di Napoli e nel casertano. Con la collaborazione di tecnici compiacenti, avrebbe emesso fatture per lavori mai avviati e prodotto asseverazioni false, generando crediti fiscali del tutto fittizi. Questi crediti sarebbero poi stati ceduti a istituti di credito e ad altri soggetti, monetizzando così un sistema costruito su cantieri mai esistiti.
I precedenti societari
Il passaggio della Juve Stabia a Guerri era arrivato al termine di un percorso complesso, che aveva coinvolto anche il dissequestro delle quote societarie del club per consentirne l’iscrizione al campionato entro la scadenza del 16 giugno. L’imprenditore napoletano era stato presentato come la figura che più aveva creduto nel progetto di rilancio del club stabiese, raccogliendo anche appelli pubblici di sostegno dal territorio.
Al momento non risultano indagati collegati direttamente alla governance della Juve Stabia, ma la vicenda apre un fronte da monitorare per le possibili ricadute sulla proprietà del club.
A cura di Francesco Maresca

