Calzona ha le idee chiare: ha una squadra titolare e un’altra, in panchina, non meno risolutiva. Il tridente d’attacco vede Osimehn assieme a Kvara e più Politano. Raspadori e Simeone, che sarebbero inamovibili ovunque, qui subentrano per tentare di spaccare le partite. Anche il centrocampo sembra ormai acquisito (Anguissa, Lobotka non li smuove nessuno). La crescita che vuole Calzona contro la Juventus, dopo i sei gol al Sassuolo, deve essere anche tattica: la linea un po’ più alta, per evitare di produrre i rischi di prima. Dicono gli amici, e forse anche i nemici, che Ciccio sia molto preparato e altrettanto permaloso: devi capire di calcio, ma veramente, per parlarne con lui. Il suo dogma è il tridente d’attacco, sia nel 4-3-3 che nel più consueto ed estenuante 3-4-3. Con lui non ci si annoia, e i giocatori imparano qualcosa di nuovo ogni giorno. Unico dubbio: questo Napoli non sarà un po’ troppo scoppiato? Vedremo. Anche se Calzona non è una prima scelta, e neppure una seconda, è comunque un’ottima scelta.
