Più lo si guarda, più ci si chiede dove fosse stato finora, o meglio, come mai non se ne fossimo accorti prima. E’ Lobotka la chiave, il giocatore prezioso, il metronomo, quello a cui non scotta mai la palla tra i piedi. Un centrocampista che non soffre la pressione, che fa sempre la cosa più semplice e giusta, che con l’uomo addosso si gira su se stesso e reimposta. La Gazzetta dello Sport, su di lui, scrive:
Lobotka Il giocatore chiave è Lobotka. Il minimo rischio di deragliare sotto gli assalti confusi dell’Atalanta è risolto dalla sua regia: i compagni lo cercano, la palla non gli scotta mai e anche Koopmeiners, presunto marcatore, va fuori giri. L’uomo contro uomo in mezzo non riesce. Come Brozovic per l’Inter: la chiave del Napoli. Distribuisce gioco, protegge palla, innesca ripartenze, dà profondità, gioco, ma con uno scatto e una girata – da applausi – mette ko l’Atalanta.
