A MENTE FREDDA (RUBRICA)- Tutte le curiosità su Napoli-Milan

Approfondimento su Napoli-Milan

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Napoli e Milan fin qui sono state due splendide protagoniste in questa stagione della lotta per lo scudetto, insieme all’Inter.

Ieri sera allo stadio “Diego Armando Maradona” si sono affrontate il Napoli di Luciano Spalletti e il Milan guidato da Stefano Pioli nel posticipo della 28° giornata del campionato di serie A. Un match che alla vigilia vedeva partenopei e meneghini in testa alla classifica con due punti di vantaggio sull’Inter che nel frattempo venerdì aveva spazzato la Salernitana con un sontuoso 5-0. A vincere sono stati i rossoneri con una bella spizzata da biliardo ad opera di Giroud, successo che proietta i rossoneri al primo posto in assoluto.

Ecco di seguito i principali spunti del match:

  • L’incartamento: il Napoli questa sfida l’ha persa, o forse il Milan l’ha vinta nella parte centrale del campo con Ruiz Lobotka incartati alla grandissima da Kessie-Bennacer-Tonali. Non solo la superiorità numerica ma anche una grandissima aggressività dal primo minuto che ha tolto ogni respiro ai due centrocampisti partenopei. Non è un caso che siano stati sostituti entrambi, anche se con scelte prive di alcun senso a mio avviso.

 

  • Il genio spento: che fine ha fatto “Pietro il genio“? Un calciatore che ha preso la squadra per mano nei momenti topici della stagione ma che dopo Juventus-Napoli dopo essere risultato positivo al covid ha spento definitivamente la lampadina. Non ci inganni la rete al “Camp Nou“, in questa caccia al colpevole (a cui io non intendo partecipare) Zielinski può e deve dare qualità dalla trequarti, quella qualità che è sparita improvvisamente.

 

  • Il mal d’Africa: qualcuno dice che la coppa d’Africa poi restituisce calciatori svuotati e stanchi fisicamente e mentalmente, poi vediamo in campo Bennacer e Kessie straripare e a mio avviso sembra solo un grosso e mediocre alibi. La verità è che Kalidou sta facendo danni inenarrabile dal suo ritorno in campo, regalando prestazioni mediocri al di là del singolo errore che può causare il gol avversario. Basterebbe vedere la punizione battuta all’85’ nella propria metà campo con tutta la squadra in area che stava provocando il secondo gol rossonero. Non si discuta la sua leadership e il suo valore, ma bisogna fare una valutazione delle sue performance in modo sereno e allo stesso tempo onesto e oggettivo.

 

  • La solitudine del numero 9: parafrasando un bellissimo film, vorrei soffermarmi sulla prestazione di Victor Osimhen. Troppo spesso si dice che questo ragazzo non segna contro le grandi squadre, i numeri non mentono e confermano quanto sopra. Tuttavia mi chiedo guardando la partita del nigeriano ieri, a parte le palle in profondità sull’esterno chi dovrebbe servirlo e accompagnarlo in porta? I compagni di reparto, i tre trequartisti chiunque giochi, sono 20/30 metri dietro e non danno alcun supporto al povero Victor che soffre da troppo tempo di solitudine…

 

  • Il cambio di prospettiva: nessun processo sportivo lo ripeto, ma il Napoli perde una partita che la fa scivolare fuori definitivamente dalla lotta scudetto. Ora cambia il modo di ragionare perchè esiste una lotta Champions in cui il Napoli ha qualche punto di vantaggio (sette virtuali) sull’ Atalanta quinta. Non all’altezza stavolta gli azzurri, allenatore incluso, che fanno una fatica pazzesca ad andare in rete e a creare occasioni nella giornata di ieri. Nessun alibi perchè la settimana era quella tipo, i calciatori erano rientrati quasi tutti ma è mancata la personalità per stare lì. Alla prima da “lepre” questi ragazzi hanno avuto un crollo emotivo, non si offenda Spalletti nè i calciatori perchè non si vuole togliere alcun merito per quanto fatto sin qui. Ma per provare a vincere gli scudetti serve qualcosa in più…

 

Articolo a cura di Marco Lepore

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