Vocalelli: “Allegri è forse il più aziendalista dei grandi allenatori”
Alessandro Vocalelli, firma de La Gazzetta dello Sport, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli.
Qual è questo motivo che ha spinto De Laurentiis a puntare su Max Allegri?
“A fare molto meglio in Champions League, io penso, perché questo è l’obiettivo primario, fermo restando il campionato. Però generalmente quando un allenatore arriva in una squadra, si presume e si prefigge di fare molto meglio dei predecessori.
Allegri difficilmente potrà fare molto meglio in campionato, nel senso che negli ultimi quattro anni il Napoli ha vinto due scudetti con Spalletti e con Conte, per cui paradossalmente, io lo scrivevo come un paradosso, se vincesse lo scudetto con il Napoli sono sicuro che ci sarebbe anche qualcuno che direbbe: vabbè, in fondo non ha fatto niente di speciale, perché l’hanno vinto anche i suoi colleghi.
Allegri è un top allenatore?
Allegri può piacere o non piacere come stile di gioco, e questo è assolutamente condivisibile. Uno può avere un’opinione sullo stile di gioco. Le sue caratteristiche tecniche possono piacere più o meno, ed è un dibattito che ci può stare.
Per dire, Allegri viene anche criticato per il suo modo a volte un po’ troppo difensivistico, però quando alla Juventus, qualche anno fa, si è trovato nella condizione di avere a disposizione Pjanic, Dybala, Mandzukic e Higuain tutti insieme, li ha messi tutti in campo insieme. Per cui è uno che cerca di sfruttare le caratteristiche dei giocatori che ha.
Tra i motivi che hanno spinto De Laurentiis a optare per Allegri, piuttosto che per Italiano, può esserci anche il fatto di avere un allenatore più aziendalista, capace di rivalutare giocatori oggi fuori dal progetto? Può essere un altro aspetto importante?
Assolutamente sì, mi sembra che hai centrato perfettamente. Allegri è forse il più aziendalista dei grandi allenatori, nel senso che non è uno che arriva e detta delle condizioni particolari, ma prima di tutto valuta quello che c’è a disposizione e anche la possibilità di capire se qualche giocatore, non per pregiudizio del suo predecessore ma magari perché non aveva attitudini e caratteristiche che si legavano allo stile di gioco di quell’allenatore, con lui possa invece essere utile.
Per cui credo che questo sia un valore, non un minus. Essere aziendalisti non vuol dire né dover dire sempre sì, né mettersi sulle barricate e dettare per forza le condizioni. Vuol dire avere un dialogo costruttivo con il club, valutare insieme, esprimere una propria posizione. Credo che questa sia una caratteristica di Allegri che possa essere utile”.
