ESCLUSIVA – T. Gaglione (allenatore): “La tecnologia? Elemento indispensabile in campo medico”

All'interno l'intervista al tecnico dell'Internapoli

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Il calcio di oggi si cerca di capire, non solo dal punto di vista tattico, ma anche i tanti infortuni che nel professionismo sono all’ordine del giorno. Ad esempio nel Napoli ma anche per le altre della massima serie e non solo. Ilnapolionline.com lo ha chiesto in un’intervista al tecnico della scuola calcio Internapoli Tommaso Gaglione.

Emanuele Natalizi aveva avuto problemi a tibia e perone, ma per fortuna ha recuperato in breve tempo. Quanto contano ad oggi le nuove tecnologia in campo medico? “Come ha detto spesso l’ex medico sociale del Napoli Alfonso De Nicola, grande professionista, oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante in campo medico. Emanuele come hai detto tu ha avuto  problemi di tibia e perone, ma ha recuperato in tempi record. Stiamo parlando di un ragazzo classe 2010, non è semplice tornare in campo in breve tempo. Per fortuna questo è successo e tutto ciò lo dobbiamo ai nuovi strumenti nel nostro campo e non solo”.

Le nuove calzature che indossano i calciatori, possono essere uno dei motivi di così tanti infortuni? “Credo che sia nel periodo pre Covid e nel momento attuale, non credo che sia la causa di così tanti infortuni. Oggi penso che sia per i tanti impegni e quest’anno è ancora più estenuante. Prendo esempio il Napoli, tutti pensano che sia una questione di preparazione atletica non fatta al meglio, ma non è così. Se una squadra gioca il giovedì sera ed ha solo un allenamento è difficile che si possa rendere al meglio. L’Inter invece essendo fuori dalle coppe, come hai detto tu, ora corre il doppio rispetto alle altre avversarie. Gattuso sa che dovrà fare di necessità virtù, perché la situazione è molto complicata”.

Dei tanti infortunati, chi secondo te, ha più possibilità di recuperare in breve tempo? “Ad oggi pochi, forse Hysaj e Demme, perché non riguardano le parti dei muscoli. Per esempio Ospina ha un problema agli adduttori e penso che ce ne vorrà ancora per circa un mese. Lozano? Trattandosi di distrazione di secondo grado, purtroppo anche qui i tempi di recupero possono essere lunghi. In questo caso essendo un brevilineo, non si escludono anche meno, però non penso che si correrà il rischio. Purtroppo ad oggi la situazione è davvero complicata”.

Sul trauma cranico di Osimhen, tu come agiresti a livello gestionale? “Detto che è passato il peggio, visto com’era caduto sul terreno il ragazzo, io credo che il Napoli ha nello staff medico persone serie e preparate come Raffaele Canonico e non solo. Credo che non verrà rischiato nelle prossime sfide, perché comunque un trauma cranico bisognerà avere il massimo della prudenza. Certo Osimhen è passato dal problema alla spalla, al Covid ed ora la testa, davvero una stagione non fortunata”.

Cosa ne pensi in generale del momento del settore giovanile in Italia e quando tornerà operativo la scuola calcio Internapoli? “Sul tema dei giovani sono arrabbiato, perché a mio avviso, parlo del Napoli, dei sei giovani della Primavera io ne avrei impiegato qualcuno di loro. In questo momenti se non li getti nella mischia, nell’emergenza, rischi di non poterli vedere all’opera. Purtroppo il nostro calcio non corre il rischio con i giovani e poi vediamo Diallo classe 2002 che gioca una mezz’ora con il Manchester United in Europa League ed era dell’Atalanta. Mi auguro che si possa fare un passo importante su questo fronte. Sulle scuole calcio invece non si è dato, da parte degli enti superiori il supporto necessario, perché purtroppo per i ragazzi questi due anni di pochissimo allenamento sarà un problema per quando si riprenderà”.

Intervista a cura di Alessandro Sacco

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