Il calcio non vive in una bolla: ora comincia a tremare
Nonostante si parli ormai da un po’ di bolle, il calcio non vive in una di queste e la pandemia che ha colpito il nostro Paese non può lasciarlo indifferente. Anzi. si può dire l’esatto contrario ed infatti il mondo del pallone inizia a tremare. Ieri è toccato alla nazionale under 21, ma aumenta sempre più la preoccupazione per il campionato italiano dopo i 17 casi di positività nel Genoa e quelli del Napoli, del Milan e dell’ Inter (in vista derby di Milano…). Ieri i medici delle venti squadre di serie A si sono confrontati con il loro coordinatore Gianni Nanni (medico del Bologna) e il consigliere indipendente Maurizio Casasco (presidente Federazione medici sportivi) per «elaborare e ipotizzare possibili integrazioni al protocollo volte a un perfezionamento dello stesso». Qualche punto fissato nel protocollo estivo diventerà più stringente. E c’è preoccupazione anche dell’Uefa dopo questa decisione del governo islandese perché in questi giorni è in corso la Nations League che vede impegnate le nazionali europee e a breve è fissata la ripresa delle coppe europee, la Champions League e l’Europa League.
Il Mattino
