Il Napoli fu il sogno proibito di Pasquale Casillo
Il Napoli calcio rimase il sogno proibito di Pasquale Casillo. «Mi hanno accusato di avere cercato di rilevarlo con l’aiuto della camorra, assurdo; avrei atteso che costasse di meno come hanno fatto a Firenze» dichiarò. Il calcio gli rimase sempre nel cuore come vera vetrina e passione.
Quando dieci anni fa riprese il Foggia, era una società con un milione e mezzo di euro di debiti. «Lo presi ugualmente, facendo tornare Zeman e Pavone» ricordò. Nei racconti agli amici e a quelli che, con il figlio, gli sono sempre rimasti vicini anche nei giorni della malattia, ha continuato a recriminare per il fallimento del Foggia con appena centomila euro di debiti.
Con le parole sanguigne di chi, anche se ormai stanco, ha mantenuto il carattere di una volta: «Il peggior nemico fu il comune di Foggia e nessun imprenditore a dare una mano realmente. Fui costretto ad abdicare, anche da chi aizzò la folla contro di me». L’amarezza degli ultimi giorni. Da combattente, che ora non c’è più. Fonte: Il Mattino
