La FIGC prova a risolvere la questione della quarantena

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Sulla quarantena e sul numero dei tamponi la Figc conferma la linea della prudenza e della diplomazia

Quaranta pagine per tornare in campo. Inviato a Spadafora il protocollo per le partite. Regole non dissimili da quelle degli allenamenti. Ieri pomeriggio la Figc ha inviato al ministro dello sport Spadafora il protocollo per la fase delle partite, quello che dovrebbe consentire la ripartenza del campionato.

Titolo lungo («Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione delle gare di calcio professionistico in modalità “a porte chiuse”, finalizzate al contenimento dell’emergenza epidemiologia da Covid-19») e concetti molto chiari nelle quaranta pagine elaborate dal presidente della commissione medica della Figc Zeppilli, dal responsabile dei medici sociali della A Nanni, dalla Serie A e dalla Figc, con la regia di Casasco, numero uno della Fmsi.

Si tratta soprattutto di elementi di carattere organizzativo. Quelli che erano stati diffusi la scorsa settimana nella bozza di documento preparata dalla Serie A. Ma ci sono anche importanti annotazioni di tipo medico-sanitario. Queste ultime sono assai significative dell’approccio che è stato usato. Ovvero, come successo per il protocollo degli allenamenti, nessuna fuga in avanti e nessuna intenzione di “forzare” rispetto alle norme statali.

Soprattutto sul discorso della quarantena, la vera spada di Damocle per la conclusione del torneo. Se i dati epidemiologici consentiranno di fare tamponi meno frequenti e soprattutto di non sottoporre a una quarantena di 14 giorni i contatti stretti del nuovo positivo, lo diranno il governo e il Cts. Fonte: CdS

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