Cambieranno le condizioni tra Tv e Serie A: Tutto verrà ridiscusso

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Inutile nascondere quanto la situazione sia complessa. Peraltro, la fetta riguardante i tifosi, insieme a quella calcolata in base alla classifica finale, viene distribuita solo a torneo concluso. Significa che se la prospettiva è quella di chiudere a luglio, invece che a maggio, le società incasseranno con due mesi di ritardo. E questo a prescindere dai tempi delle tv.


Obbligatorio, dunque, trovare una soluzione. Che potrebbe valere anche per la prossima stagione. Visto che si può già dare per scontato che si ricomincerà a porte chiuse ed ancora non è possibile prevedere quando gli stadi verranno riaperti al pubblico. Ad ogni modo, una delle proposte sarà quella di sfruttare i dati della scorsa stagione. Anche se occorreranno comunque degli accorgimenti. Visto che le retrocesse, Empoli, Frosinone e Chievo, non possono essere equiparate alle promosse, Brescia, Lecce e Verona.


Le grandi, invece, sono pronte ad opporsi all’ipotesi di considerare quote uguali per le ultime dodici giornate. C’è poi il problema che a giugno e luglio si giocherà con finestre differenti. E quindi i dati dell’audience finiranno per essere alterati. Senza contare poi che l’Auditel rileva in maniera non ritenuta adeguata gli ascolti di Dazn. E anche l’anno scorso c’erano state diverse discussioni all’interno della Lega. Fonte: CdS

 

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