Il piccolo Federico Chiesa già a 4 anni aveva le idee chiare

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LA CRISI

Quello di Insigne e Chiesa è un fardello pesante da portare sulle delle spalle che Madre Natura non gli ha fatto poi così possenti. Brevilinei entrambi (anche se Federico è leggermente più alto), dotati di grande tecnica e con spiccata predilezione per il gol, il percorso di questi due ragazzi non è mai stato netto. Colpa di fattori esterni che ne hanno sempre condizionato la carriera e la storia (d’amore) con i rispettivi club. Sul web gira oramai da qualche anno un video (molto sgranato) di Enrico Chiesa che tiene in braccio un piccolissimo Federico.

Nell’intervista si parla del fu-turo della Fiorentina- squadra per la quale Enrico ha fatto gol dal ’99 al 2002 – e alla domanda «Chi segnerà dopo l’addio di Batistuta?», è il piccolo Federico (all’epoca aveva 4 anni) a rispondere «Io», con parole più o meno timide. Insomma, molto più di un’investitura, ma «un’autoinvestitura» a lungo termine. Detto, fatto e dopo circa 16 anni da quel giorno ha iniziato a fare ciò che aveva promesso.

E ora? L’exploit certificato da numeri importanti per un ragazzo della sua età (è già a 17 reti in tre stagioni e mezza in Serie A) ha fatto puntare i riflettori sulle sue giocate, riflettori che in certi casi possono dare alla testa. Tanto più se si parla dell’interesse da parte della Juventus. Ecco perché la sua non è stata un’estate facile, tra voci di mercato, malumori e un presidente come Commisso che ha subito fatto capire di non essere intenzionato a cederlo. Fonte: Il Mattino

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