Gattuso si presenta così: «La squadra è forte. Non ho paura di nulla. Ancelotti con me si è confermato grande»

0

Per Gattuso è una giornata “strana”, assai bella e anche un pochino “brutta”, un ciclone emotivo che s’avverte nel profilo basso, che sa di scelta personale: ci sarà modo per mostrare il ghigno, che ora rimane lì, tra sé e Carlo, tra sé e la Storia, prima che si appropri del Napoli. Le sue parole ripoprtate dal CdS

Factory della Comunicazione

È dura, Gattuso, ritrovarsi come successore di Ancelotti. 
«Ho incontrato De Laurentiis domenica sera, dopo sei ore di auto, per non farmi individuare da voi giornalisti. E sono stati due giorni molto duri. Poi gli ho telefonato ieri. Ma dovevo affrontare e chiarirmi con Carlo, mio padre calcisticamente parlando, l’uomo che ho chiamato nei momenti difficili e che ha sempre trovato risposte per me, una figura chiave nella mia formazione anche umana che ha confermato, e non avevo dubbi, nel colloquio che abbiamo avuto, la sua statura. Però non paragonatemi a lui, io ho 41 anni e devo ancora dimostrare tanto: mi accontenterei di vincere il 10% di quello che Ancelotti ha conquistato nella sua carriera». 

Perché ha detto sì al Napoli? 
«È facile: perché il Napoli è una grandissima società, perché penso che questa squadra sia forte, con giocatori importanti e funzionali al 99% al tipo di calcio che voglio fare».


E perché De Laurentiis ha voluto Gattuso? 
«Non lo so, forse perché ho la barba o perché comincio ad avere qualche capello bianco. La mia scelta è stata facile, sul denaro non c’è stato bisogno di discutere. Questa è una grande occasione». 

 Qual è l’obiettivo di Gattuso? 
«Questa squadra non può stare fuori dall’Europa, che per me vuol dire Champions League. Abbiamo due partite prima della sosta e dobbiamo recuperare subito, comandando le partite».

Cosa può dare di suo?
«Servono i risultati e le prestazioni importanti. La strada deve essere questa, il bel gioco, perché il Napoli ne ha espresso. Qualcosa rivedrò, a me non piacciono le due linee da quattro, e dunque sarà 4-3-3, ci sono i giocatori giusti per provarci». 

Ibrahimovic è una suggestione? 
«Di mercato non parlerò mai, mi esprimo sui giocatori che ho».

Cosa sa dei problemi del Napoli? 
«Non vanno cercati alibi, ma pensare a cosa non ha funzionato. Possiamo migliorare la linea difensiva, il palleggio. Il resto me lo ha detto Carlo e lo tengo per me». 

Che sensazioni ha avvertito?
«La squadra è consapevole di dover fare di più e dimostrare il proprio valore. Ma mi sono immerso subito nel lavoro, c’è una struttura che mi ha colpito, ho fatto i complimenti al presidente».

Ci sarà da soffrire, in un ambiente ora disamorato.
«So dove sono arrivato e quale aria si respiri. Amo il mare, vengo da un paese di mare, sono in un mare grande e non devo annegare. Io non ho paura di nulla. Ma adesso tocca a me».

Le serve un regista? 
«Alleno quelli che ho a disposizione». 
 
La sua sfida al Sud da uomo del Sud
«Ho una moglie italo-scozzese che naturalmente pensa in inglese. Io penso in calabrese, poi devo sforzarmi di trasformare il dialetto in italiano. Ma sono orgoglioso di essere del Sud». 
 
Come solleciterà questa squadra? 
«Devo parlare con l’anima delle persone. Dobbiamo riportare il Napoli dove merita, perché vederlo settimo imbarazza».

Sa già da dove cominciare? 
«Sì, ma voglio un allenamento per fare verifiche. Il Parma è bello carico, va a mille». 
 
C’è un caso, si chiama Insigne.
«Che è un patrimonio del Napoli. Ma io in questo momento devo trasmettere fiducia al gruppo. Ho il dovere di recuperare tutti».Fonte: CdS

 

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.