Arbitrato: per il Napoli il ritiro fu costruttivo e non punitivo

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ARBITRATO – Sempre di euro si parla, quando si entra nel vivo di una «battaglia legale» ch’è annunciata dalle multe comminate dalla società e che diventeranno esecutive soltanto dopo che si sarà espresso il Collegio Arbitrale. Quando si vedranno, e accadrà tra un po’, il Napoli (la società) e il Napoli (i calciatori) giocheranno una specie di derby «intestino» in cui balleranno un paio di milioni e mezzo di euro. La sfida giuridica, quella che comincerà dopo la costituzione dei 24 Collegi Arbitrali, uno per ogni «ammutinato» del 5 novembre, si giocherà in punta di diritto e attraverso memorie difensive che stanno emergendo. Il Napoli (la società) sottolinea che la decisione del ritiro sia stata esclusivamente di natura «costruttiva» e non punitiva. E, per sgretolare le insinuazioni di dentro che i calciatori avrebbero saputo dai giornali, sono state anche spiegate le modalità utilizzate per avvisare la squadra: una mail inviata da Giuntoli ai dirigenti e i whatsapp nella chat interna spedita dal team manager, De Matteis. La ricostruzione viene scandita passo per passo, ripercorre «l’accesa discussione dopo la decisione dei calciatori, con Giuntoli e Ancelotti che invitano a rispettare le indicazione del club, evitando anche una violazione contrattuale» e poi altri dettagli, il confronto tra Giuntoli e Mertens, il primo ad uscire, zaino in spalla, dallo spogliatoio («non ci tuteli con il presidente»); la lite tra Allan ed Edo De Laurentiis, travolto dal brasiliano («Dai, andiamo a casa, i soldi potete metterveli nel…»), la reazione di Insigne sempre con il vice-presidente, invitato ad «uscire dallo spogliatoio». Tra Champions e Collegio è sempre una questione d’onore e di euro. Fonte: CdS

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