Da Figline Valdarno: “Maurizio ha tradito peggio di Higuain, juventino da sempre?”

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C’è rabbia, c’è incredulità e, soprattutto, c’è un’enorme delusione. Il «Club Napoli Maurizio Sarri» di Figline Valdarno è in fermento. Una delle due pagine Facebook collegate (“Antico Caffè Greco – Club Napoli Sarri) è stata già chiusa e verrà abbandonata. Il passaggio di Sarri alla Juve è inaccettabile per molti dei 300 tesserati al club nato nel settembre del 2015, poche settimane dopo l’approdo del tecnico sulla panchina del Napoli, ed è stato ufficialmente inaugurato dallo stesso Sarri il 22 dicembre seguente. Sorge nell’Antico Caffè Greco, in piazza Marsilio Ficino, al centro della cittadina cara al nuovo allenatore della Juve, sotto la sua vecchia abitazione. Già ritrovo di tanti tifosi napoletani, spesso sede di confidenze, caffè e sigarette dello stesso Maurizio, è diventato «Club Sarri» per volontà dei due proprietari, Agostino e Carmine Iaiunese, originari di Caserta, amici del tecnico da anni e tifosissimi del Napoli pur essendo nati a Figline.

LA DELUSIONE

La delusione è enorme, Agostino però prova a guardare avanti. «Sono un sostenitore appassionato del Napoli e penso al futuro. Il club resterà sempre aperto e si chiamerà ancora “Club Napoli Sarri” perché non dimentico cosa ha fatto Maurizio a Napoli». Molto più rabbiosa la reazione di Carmine, che mostra fiero il tatuaggio di Maradona («L’unico che non ci avrebbe mai traditi») e della “N” del Napoli sulla gamba destra: «Ho capito che ci sono pochi uomini coerenti sulla faccia della terra. Ha tradito, peggio di Higuain. Nel caso dell’argentino, almeno, il presidente lo ha quasi messo alla porta, invece Maurizio poteva andare dovunque, ma non alla Juventus. Dopo tutti quei discorsi fatti insieme qui dinanzi al caffè… La lotta al potere, al Palazzo. Anche se in città lo sapevamo da giorni, me lo aspettavo da tutti, tranne che da lui, conoscendo il suo pensiero. Va – aggiunge – proprio da quelli lì: o era juventino da sempre e si è spacciato per tifoso del Napoli o non capisco».

Fonte: Il Mattino

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