Se il termine sarrismo è ormai un nuovo sillogismo inserito nella Treccani, il nome Allan è di diritto entrato in quello partenopeo. Allan pensaci tu. Ah, se ci fosse Allan. Ci vorrebbero più Allan. Da insostituibile nella vecchia gestione, è diventato quasi leggenda nella nuova era targata Ancelotti. I tifosi, ormai, sono pazzi di lui. Così l’immaginario collettivo si è scatenato…Ed ecco il piccolo mondo di Allan. Vignette divertenti e intelligenti (ad opera soprattutto di Danilo Pergamo) “meme” sfiziosi, che lo hanno paragonato prima all’Incredibile Hulk (anche dal suo compagno Mertens) e poi a un pit bull, ossia il famoso cane “combattente”. Immagini giuste per rappresentare Allan, che morde le caviglie di Salah fin quando non si infila a letto. Così una delle vignette più divertenti, ma anche Ancelotti che gli dà ordini, sotto le sembianze di un bestione feroce. Il centrocampista ex Udinese protegge l’area di rigore come nessuno in Serie A sa fare, e in men che non si dica diventa un vero e proprio “santo”, con tanto di immaginetta sacra. «Proteggimi come fai con l’area di rigore», si legge nella vignetta ironica che si vede tantissimo sui social in queste ore.
ALLAN PROTETTORE, Allan come esempio di grinta e agonismo. E ai tifosi del Napoli piace l’idea di vederlo con la maglia
della nazionale italiana. Potrebbe prendere il posto di Jorginho, altro oriundo italo-brasiliano, che da qualche mese non è più un calciatore azzurro. Qualche voce contraria c’è, perché preferirebbe che il “guardiano” Allan pensi solo al Napoli. Ma il Brasile prima o poi dovrà accorgersi di lui, quindi il discorso non cambierebbe. Intanto una sosta a Castelvolturno, poi la sua ex Udinese e si vedrà cosa succederà. I tifosi sono tranquilli: fin quando c’è Allan a proteggerli non succederà nulla di brutto.
Il Roma
