Magari ci proverà fino alla fine, ma per il Capitano è più no che sì. Le scelte di Sarri

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Stare fuori dà sempre un po’ noia, ma senza correre rischi, né esagerare, né compromettere il finale di campionato nel quale ci sarà bisogno di tutti, soprattutto di Hamsik.

 

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 LE SCELTE. E allora, cominciano i giochini sulle percentuali, quelle oscillazioni che diventano (in)comprensibili: meno due (allenamenti), uno nel pomeriggio, l’altro assai più blando – per rifinitura dei particolari – per domattina e dunque siamo alle scelte, che Sarri terrà per sé sino a quanto potrà…dunque sino a quando non la renderà ufficiale direttamante ai protagonisti.

IN DIFESA. C’è un buco nel cuore della retroguardia e la sagoma che avanza, imponente, è quella di Nikola Maksimovic, un uomo e una fede che Sarri ha riposto in questo gigante con il quale intravede un futuro luminoso, un po’ Albiol ed un po’ Koulibaly: finirà per giocare lui, almeno così pare di intuire, e le casacchine e i «fratini» poco aggiungono alle sensazioni. Però Chiriches non è poi così distante e dunque resterà ballottaggio fino alle fine in un settore che poi dovrebbe restare lo stesso di san Siro, con Hysaj a destra e Ghoulam a sinistra.

A CENTROCAMPO. Non c’è Hamsik e probabilmente neppure Diawara, perchè la natura della partita, un Cagliari che stringe le linee e ne tiene parecchi al di là del pallone, induce a puntare su un regista dal calcio lungo. Ed è complicato allora pensare che Sarri si butti con Zielinski e con Rog nella sfida, dunque compiacendo la fase offensiva e quella del palleggio: Allan ha riposato, ha recuperato, gli dà muscoli e gli recupera palloni, semmai ci potrà scappare la staffetta a gara in corso, se ce ne sarà la possibilità.

IN ATTACCO. Bastano tre cambi, perché davanti è impensabile che si parta con un un tridente che non abbia le connotazioni di Callejon, Mertens ed Insigne, gente che l’ha detto con i gol e che ancora può farlo, vuole farlo, pur sapendo che alle loro spalle stanno scalpitando sia Milik che Pavoletti, con il primo chiaramente in vantaggio sul secondo. D’altro canto, le gerarchie le fa il campo: e finora è andata così.

Fonte: CdS

 

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