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Anellucci: “Il Sora è destinato a sparire. Serve una rivoluzione nel calcio italiano”

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Claudio Anellucci, agente FIFA, è intervenuto ai microfoni di 1 Football Club, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione su 1 Station Radio, soffermandosi sulla mancata acquisizione del Sora e sulle criticità del sistema calcio italiano.

“Purtroppo succede spesso quando le regole non sono chiare o, peggio ancora, vengono disattese. Mi piacerebbe che la FIGC, nella persona del presidente, dedicasse la massima attenzione a queste situazioni. Si parla sempre di Serie A e Serie B, ma il calcio italiano non finisce lì. Esistono piazze con 80, 90 o addirittura 100 anni di storia che rischiano di sparire per decisioni prese da chi, magari diventato presidente da poco tempo, pensa di poter gestire un club come fosse un bene personale. Non è così. La matricola appartiene alla città, non al presidente di turno. Noi che abbiamo fatto i presidenti sappiamo bene di essere soltanto dei custodi di una storia, non i proprietari di una fede calcistica. Con il Sora avevamo raggiunto un accordo praticamente su tutto. Eravamo pronti a chiudere la trattativa e a iscrivere la squadra al campionato di Eccellenza, con un progetto importante e una rosa già impostata per puntare alla vittoria. Invece, due giorni prima della firma definitiva, il presidente ha iniziato a discutere per 10 o 20 mila euro in più o in meno. Intanto il tempo passava, le scadenze federali sono arrivate e il Sora non è stato iscritto.”

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Alla domanda se il Sora prenderà parte al prossimo campionato di Eccellenza, Anellucci è stato netto.

“Esattamente ed è un grande dispiacere.”

Sulla possibilità di salvare il club ha poi aggiunto:

“No, perché le scadenze per l’iscrizione sono perentorie. Prima bisogna depositare la domanda di iscrizione; solo successivamente si possono integrare eventuali documenti mancanti, come alcune liberatorie. Ma se manca l’iscrizione iniziale non si può fare più nulla. Purtroppo il Sora è destinato a scomparire dal prossimo campionato.”

Le ombre sul calcio italiano

Anellucci ha poi commentato anche l’indagine che coinvolge il procuratore Gabriele Giuffrida.

“Qualche giorno fa ho sentito Giovanni Malagò dire che il calcio continua ad avere numeri importanti, ma io credo che la situazione stia peggiorando. Servono riforme vere, non semplici dichiarazioni. Spero che Malagò intervenga con decisione. Detto questo, sono un garantista convinto e non mi permetto di giudicare una vicenda della quale conosco soltanto ciò che è stato riportato dagli organi di stampa. Gabriele Giuffrida avrà tutto il diritto di difendersi nelle sedi opportune e mi auguro possa dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Resta però l’ennesima ombra su un sistema già profondamente in difficoltà.”

Infine, sulle intercettazioni della vicenda Arbitropoli e sulla necessità di riformare il sistema:

“Io appartengo a una generazione che ha vissuto Calciopoli e tanti altri scandali che hanno segnato il nostro calcio. Mi colpisce sempre il fatto che la giustizia, sia sportiva sia ordinaria, sembri spesso procedere a orologeria: alcuni vengono coinvolti, altri nemmeno sfiorati. Se davvero si volesse fare una pulizia totale, probabilmente nessun campionato potrebbe partire. Tu conosci anche la mia esperienza a Trapani. Non sono certo un estimatore dell’ex presidente, ma da quello che è emerso pubblicamente mi sembra che ciò che è accaduto al Trapani abbia davvero dell’assurdo. Purtroppo nessuno vuole affrontare certi problemi fino in fondo, perché quando inizi a farlo rischi di scoperchiare un sistema. Serve una vera rivoluzione e credo che Giovanni Malagò sia la persona giusta per iniziare questo percorso.”

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