Gazzetta – Aziendalista è un complimento, la risposta di Max in conferenza stampa. Ironizza su KdB

Il neo allenatore azzurro: "Mi porto dietro l'essere rimasto fuori dalle prime quattro. La rosa è forte, può giocare in vari modi. La Champions? Una volta superato il girone, può succedere di tutto"

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La prima a Napoli di Massimiliano Allegri è un concentrato di solenne ironia che in 48’ diventa manifesto stagionale d’una squadra che gli sta già dentro. “E’ forte”. L’uomo che nel 2018 strappò cn la Juventus lo scudetto al Napoli di Sarri, che ci credette eccome sino all’episodio Pjanic-Orsato, viene ovviamente tirato dentro quella nube tossica dei ricordi e con eleganza rivela a chi gli chiede se pensa di dover restituire qualcosa: “Sono qua per questo”.

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Scenario

E’ il primo degli otto applausi per Allegri che è a Napoli per provare a (ri)vincere – perché Napoli sta “a certi livelli da 17 anni” – ed è a Napoli perché de Laurentiis che lo avrebbe voluto in passato e ci ha provato almeno tre volte, stavolta è riuscito a conquistarlo con un triennale. “E’ la prima volta che mi capita una presentazione del genere in uno scenario del genere come un teatro che tra l’altro è il più antico al mondo. Sono in una società che è stata sempre in Europa. Squadra abituata a lavorare e sono fortunato a ereditarla da Conte. Sono stato spesso vicino al Napoli”.

Autoironia

E’ il momento della commozione, perché Adl chiamò Allegri nell’ottobre del 2015: “A mezzanotte, voleva comprare un cavallo. Erano i giorni in cui la mamma stava male”.

Ma Allegri sa quello che vuole. Anche come lo vuole: “Dobbiamo stare dentro tutti gli obiettivi sino a marzo. Questa è una città pazzesca. Ho sentito il calore della gente”.

E non ha mai sentito la Figc, che ha ancora un ct da inseguire. “Mai”. Allegri in pillole è esercizio plastico della leggerezza, è autoironia, è se stesso:

Il calcio italiano è opinabile e imprevedibile. Abbiamo una rosa importante. Che ha vinto. Possiamo giocare con vari sistemi ma fatemi scoprire i calciatori, perché se ne può parlare solo allenandoli. La vera sfida è essere competitivi e sostenibili”.

Una battuta su De Bruyne:Direi che gioca benino, eh…”.

Una sul Milan, evitando Cardinale: “Ci sono annate che finiscono in un modo e sono dispiaciuto. Ringrazio chi ha collaborato con me al ma è andata così e mi addolora”.

Follia

Poi, precisazioni sparse: “Essere aziendalista lo ritengo un complimento, non un’offesa. Un allenatore deve gestire il patrimonio di una società. E’ stata la prima volta, tra Juve e Milan, in cui non sono entrato tra le prime quattro. Tra i portieri ci sarà gerarchia e il 30 maggio dovremmo aver raggiunto obiettivi ed aver vinto qualche trofeo”.

E’ un assist per De Laurentiis:Dunque vuoi andare in finale Champions”.

E risatine dal palco, con Allegri che riemerge: “Prima passiamo i gironi, poi tutto può succedere. Qui ci vuole sana cazzimma e sana follia”.

E uno stadio, che Adl vorrebbe costruirsi da sé nella zona orientale della città: “Da settantamila posti e con 120 Sky-box”. Su il sipario….

Fonte: Gazzetta

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