12.31 – Termina qui la conferenza stampa!

ADL in conferenza con Conte disse che senza infortuni avrebbe rivinto lo Scudetto. Lei avrà la stessa rosa, anche dei rientri, per il presidente dunque lei può vincere. Con Conte però 58 e 59 gol fatti, si dedicherà alla produzione offensiva per poter vincere? Lei era in campo nella retrocessione peggiore della nostra storia e ci ha tolto 2 scudetti chiacchierati, ritiene di dover restituire qualcosa alla città?
“Sono venuto apposta per restituire (ride e applausi del teatro, ndr). La rosa è forte, bisogna lavorare, poi ogni anno è diverso, Antonio ha fatto due anni straordinari, ora è un’altra annata“.
L’ultima Champions del Napoli è stata incolore: lei ritiene che anche con pochi titolari la squadra possa arrivare alla finale di Madrid?
“Facciamo un passo alla volta iniziando a superare i gironi, poi si va in fondo alle competizioni anche con quel pizzico di fortuna”.
Che sensazioni ha sul gruppo squadra e come pensa di gestire una personalità importante come quella del presidente?
“Come in tutte le buone famiglie, ci saranno momenti di confronto che è la cosa più importante perché senza confronto ed idee diverse non si cresce. Sarà però importante che siamo tutti in sintonia per far sì che il Napoli raggiunga gli obiettivi prefissati”.


L’anno scorso al Milan le chiesero alcune sigle. Lei ha fatto pace con queste sigle?
“No, perché nel calcio la cosa più importante è avere gli uomini in grado di far vincere le partite. Abbiamo uno staff tecnico che lavora sul campo, ma il calcio non si fa con i dati bensì sul campo: i calciatori devono scendere in campo sapendo di dover dare il meglio per vincere”.
Presidente, c’è stato un momento in cui Allegri sarebbe potuto approdare in passato sulla panchina del Napoli?
“E’ ovvio che più volte io ho chiamato Allegri così come più volte ho contattato altri allenatori, io come i direttori sportivi. I media sono fagocitatori di notizie altrimenti non riempiono i loro palinsesti”.
Nell’anno del Centenario la scelta di questa storica location come il Teatro San Carlo è l’auspicio per una stagione memorabile? Parla Edoardo De Laurentiis:
“Ci auguriamo che quest’evento possa essere il prologo di una grande stagione che dia gioia ai nostri tifosi. Forza Napoli!”.


Sapere di trovare un ambiente quasi familiare, con Manna col quale ha già lavorato, può essere un vantaggio?
“Manna conosce molto bene i miei difetti e quindi mi aiuterà molto!”
In attesa di avere tutta la rosa a disposizione, dove collocherebbe tatticamente De Bruyne?
“Un giocatore come lui ha il vantaggio di saper giocare bene al calcio, starà a me valutare come impiegarlo. Credo che l’infortunio della scorsa stagione lo abbia condizionato ma è un giocatore straordinario e quando chiamato in causa ha sempre offerto ottime prestazioni”.
Come si può lavorare per limitare i numerosi infortuni della scorsa stagione in vista dei numerosi impegni? Ha già pensato ad un claim in napoletano che possa incitare?
“Non ho inventato nessun claim (sorride). Al di là di questo, ritengo che ogni annata sia diversa dalla precedente ma dico sin d’ora che programmeremo al meglio ogni aspetto: sarà bello e stimolante giocare una gara ogni tre giorni ed in Champions sarà necessario fare il meglio possibile”.
Quale sarà la sua gestione dei portieri? Sceglierà un titolare?
“Il Napoli ha due ottimi portieri, sono importanti, su 60 partite anche chi ne gioca 15 ed è il secondo, anche se non è così, è importante perché sono gare che determinano. Sicuramente ci saranno delle gerarchie, ci sarà un primo ed un secondo. Ma questo lo vedrò durante i ritiri“.


Mister, era emozionato per questa presentazione. Ha tanti esterni offensivi, pensa ad un tridente?
“L’ho detto prima, con la rosa che ho posso giocare con più sistemi di gioco, ma se ho molti esterni a disposizione giocheremo con gli esterni (ride, ndr). Sull’emozione è normale, è il teatro più antico del mondo, del 1737, è un’emozione, poi davanti ad una platea così. Un po’ di emozione è normale, sono molto contento, ma conta iniziare il lavoro al meglio“.
Cosa si aspetta da questa esperienza dopo le difficoltà vissute fra Juventus e Milan?
“L’ultima esperienza alla Juventus l’ho conclusa vincendo la Coppa Italia, purtroppo al Milan dalla seconda alla trentasettesima giornata sono sempre stato nelle prime posizioni. E’ la prima volta da quando alleno che non sono riuscito a centrare l’obiettivo. Ma al Napoli intendo dimenticare il passato e rifarmi!“.
Come reagisce all’etichetta di ‘aziendalista’?
“Nel calcio di oggi la vera sfida è quella di dover essere competitivi ed al tempo stesso sostenibili, con l’allenatore chiamato ad essere in simbiosi con la società per definire le scelte più appropriate. Sono ben felice di essere definito aziendalista”.

Nella sua carriera lei ha sempre fatto ampie rotazioni utilizzando tutta la rosa. E’ un modello che si può riproporre anche a Napoli nelle diverse competizioni?
“E’ chiaro che in un’annata complessa come quella che ci aspetta ci sarà bisogno di tutti e nei momenti di maggior difficoltà – se eventualmente ci saranno – l’apporto di tutti sarà imprescindibile”.
Le parole di Cardinale quando ha presentato Amorim dicendo che abbiamo ‘un tecnico che gioca per vincere e non per non perdere’, non le trova una mancanza di rispetto?
“Non commento assolutamente le parole della proprietà. Ripeto, posso solo ringraziare chi mi ha supportato in tutto l’anno. Poi purtroppo siamo dispiaciuti per il mancato obiettivo, ma inizia un’altra annata, bella da vivere, abbiamo tre competizioni e partiamo con grande entusiasmo“.
Al Milan voleva Hojlund, lo ritrova qui. Che tipo di attacco sarà? Cosa si aspetta per rinforzarlo?
“Al mercato ci pensa la società, lavoriamo a stretto contatto, quando avrò visto tutta la squadra darò delle valutazioni e vedremo cosa mancherà. Con il direttore ed il presidente parleremo di come poter migliorare. Una collaborazione importante, nel calcio di oggi la sfida è di essere competitivi e sostenibili, la squadra è già forte, poi vedremo cosa fare. Al mercato ci pensa il club. Hojlund, sono contento di allenarlo, l’anno scorso l’ho scansato, quest’anno l’ho preso (ride, ndr)”.
Sa già dove migliorare rispetto alla scorsa stagione?
“Ci sono numeri inconfutabili: più si accorcia la differenza fra gol fatti e subiti, maggiori sono le possibilità di giungere al successo”.
Quanto è cambiata la Champions rispetto alle edizioni del passato?
“Per me quest’anno sarà un ritorno alla Champions dopo tre anni, ma già al primo anno di cambio di format molte squadre favorite si sono qualificate all’ultimo momento a discapito di squadre ‘piccole’, mentre già quest’anno i diversi club si sono adattati”.
Aggiornamento sulla progettazione del nuovo stadio, parla l’ad Andrea Chiavelli.
“Abbiamo recentemente svolto un sopralluogo nell’area Q8, dopo il quale abbiamo rinvenuto le caratteristiche di idoneità nel progettare il nuovo impianto. E’ stata sottoscritta una lettera d’intenti con l’azienda al fine di lavorare congiuntamente per edificare lo stadio in quell’area. E’ una progettazione idonea in stato perfettamente avanzato. Sarà uno stadio da 70.000 posti e 120 skybox”.
4 giocatori da cui ripartire? Che opinione ha su Lukaku e De Bruyne?
“Ho imparato da un vecchio allenatore, fino a quando non vedo e alleno i giocatori dare giudizi da fuori è sempre molto difficile. Me la porto dietro, da domani ci conosceremo, i valori sono importanti, loro arriveranno il 5 agosto, prima arriveranno McTominay e Lang, partiamo con chi è a disposizione per iniziare il lavoro“.

Nonostante tanti successi, Napoli rappresenta il riscatto dopo la delusione col Milan? Ha già valutato la rosa con Manna?
“Non è questione di rivincita, ci sono annate che finiscono in un certo modo. Sono dispiaciuto per come è finita l’anno scorso, colgo un attimo l’occasione per ringraziare chi ha collaborato con me al Milan, è stata una stagione intensa. Vincere o raggiungere gli obiettivi non è semplice, perciò partiamo sapendo che nulla è scontato nonostante gli ultimi successi. Domani è un’altra stagione“.
C’è sempre discussione tra il gioco ed il ‘corto muso’. Che Napoli vedremo?
“Il calcio è opinabile, tutti ne parlano, è lo sport più bello al mondo, è imprevedibile. I moduli, i sistemi, abbiamo una rosa importante, forte, ha avuto successi negli ultimi anni ed è importante continuare il lavoro. Ho giocatori che possono giocare con più sistemi, l’importante è avere entusiasmo e voglia di raggiungere gli obiettivi con sacrificio e lavoro e credo come ho detto di ereditare una squadra che ha queste qualità“.
Prima domanda per Allegri. Napoli è una piazza che negli ultimi anni è diventata vincente. Cosa può portare lei al club e se prima di giungere qui ha avuto altre offerte?
“Ringrazio anzitutto il presidente De Laurentiis per questa grande opportunità. Eredito una squadra che lotta per le alte posizioni e per l’Europa stabilmente, dopo il grande lavoro di Antonio Conte. L’obiettivo è quello di creare le basi per arrivare a marzo, mese in cui si decidono le stagioni. Da domani inizieremo e sono sicuro sarà una meravigliosa avventura. Non ho avuto contatti con altri club né con la Figc e sono molto contento di essere qui”.
11.35 – Prende la parola Nicola Lombardo, capo della comunicazione del club azzurro, per introdurre i lavori e ringraziare il sovrintendente Fulvio Adamo Macciardi dell’ospitalità. Sul palco arrivano poi Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ed il neo tecnico azzurro Massimiliano Allegri, accompagnato dal ds Giovanni Manna, dall’ad Andrea Chiavelli e dal vicepresidente Luigi De Laurentiis.
11.33 – Ancora qualche minuto d’attesa prima del via!

Ore 11,02

La prima volta, le prime parole di Max Allegri in diretta sul Napolionline. Per la presentazione ufficiale del nuovo allenatore azzurro scendiamo in campo: oggi sarà possibile seguire in diretta la conferenza stampa del mister toscano dal Real Teatro di San Carlo, magnifica location scelta dal club azzurro per il primo incontro del toscano con la stampa e con la città.
A fare gli onori di casa sarà il sovrintendente Fulvio Adamo Macciardi, tra gli invitati anche il sindaco Gaetano Manfredi (già presente sul tema stadio la scorsa settimana) sul palco Max non sarà lasciato solo dal suo nuovo presidente, che dopo una prima fase di studio non ha mai avuto troppi dubbi sull’eredità da consegnare dopo il biennio contiano. Il patron azzurro non vuole saperne di perdersi qualche ora di Max: anche ieri ha seguito da vicino la giornata del suo nuovo allenatore, che ovviamente in questi primi giorni pre ritiro farà base al solito Hotel De Bonart di Corso Vittorio Emanuele, abituale punto di ritrovo per la famiglia De Laurentiis e nella serata di ieri anche teatro del primo incontro tra tutte le parti in città. Poi, in serata, la prima cena di rito a Piazza dei Martiri, come da copione. La vita napoletana di Max sarà condivisa con Nina Lange Barresi, compagna del toscano da un lustro, che lo aveva seguito anche con la Juventus e il Milan nell’ultima stagione. Altra curiosità: i rumors sulla coppia vanno avanti dal 2021, ma la prima apparizione allo stadio di Lady Allegri era arrivata in una sfida tra i bianconeri e il Napoli nel dicembre del 2023 decisa da Gatti. Un conto con la storia da chiudere quanto prima. C’è ovviamente attesa per quelle che saranno le prime parole da azzurro, ma una indicazione era arrivata già da De Laurentiis: «Allegri è un aziendalista, andremo molto d’accordo» aveva ricordato ai presenti. e in effetti la storia del toscano lo racconta: ma non è di certo uno che accetta a scatola chiusa. Scegliere Napoli per rilanciarsi è un rischio, ma un rischio calcolato. Gli azzurri avevano bisogno di lui dopo conte e lui aveva bisogno degli azzurri dopo il Milan. Ma è un matrimonio d’amore prima ancora che di convenienza. Un matrimonio che comincerà oggi in una delle location più belle che la città può offrire. Bellezza, appunto, quella che tutti a Napoli vogliono ritrovare e rivedere. Vincendo, ovviamente, fattore che è già nel dna di Max. Fonte: Il Mattino
A cura di Riccardo Cerino
Nostro inviato Diego Marino
