I carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno arrestato ieri Gianluca Cuomo, detto ‘o chiatt, e Giuseppe Vitale, detto el lobo. Entrambi risultano organici al clan Iadonisi la cui roccaforte è all’interno del rione Lauro. I due, quando i militari gli hanno notificato il provvedimento della custodia cautelare in carcere, erano entrambi ai domiciliari per la rapina del prezioso orologio, un Patek Philippe, al calciatore del Napoli David Campos Nerdes a settembre dello stesso anno. Per il giudice delle indagini preliminari, essendo personaggi dalla «notevolissima capacità di delinquere» ha disposto il carcere. I due erano anche finiti nel mirino del boss del clan avverso, Vitale Troncone, per la «vergogna» inflitta ai suoi, le quattro vittime dell’agguato. Si tratta di Valerio Guerra, Alfredo Graziano, Alessio Ferrara e Giacomo Balestra, per i quali il ras in cella Secondigliano, nell’immediatezza dei fatti non aveva avuto belle parole durante una conversazione “abusiva” con un cellulare a Secondigliano dicendo che sarebbero dovuti «andare a lavorare, è meglio» per la vergogna subita: le botte, la fuga e anche la rapina di uno scooter. Ma procediamo con ordine. Per Cuomo e Vitale, invece, il boss aveva chiesto vendetta pianificando il raid nei dettagli con un suo compagno di cella.
Il fatto
Erano le 18.45 del primo marzo 2024 quando in via delle scuole Pie si vivono scene da far west. Probabilmente il litigio, per uno sguardo di sfida lanciato nei pressi di un distributore di benzina, inizia prima e prende ma n mano forma anche attraverso un lungo inseguimento per le strade del quartiere. Ma sono i filmati della videosorveglianza a raccontare le fasi salienti dell’aggressione e della conseguente sparatoria. Valerio Guerra e Alessio Ferrara (per i crabinieri vicino al clan Troncone storico avversario degli Iadonisi) sono a bordo di uno scooter, sembrano scappare quando in fase di sorpasso impattano contro un’auto e cadono a terra. I due provano subito a rialzarsi quando arrivano Cuomo e Vitale a bordo di un altro scooter. Prestabilendone li stavano seguendo. I due stanno per avvicinarsi a Guerra e Ferrara quando da dietro arriva un terzo scooter con a bordo Alfredo Graziano e Giacomo Balestra, anche loro ritenuti organici ai troncone. Graziano e Balestra iniziano a prendere a botte con i caschi Cuomo e Vitale. Ne scaturisce un parapiglia. I due degli Iadonisi, a bordo del loro scooter, sembrano allontanarsi ma, nel giro di qualche istante, tornano indietro e sparano nove colpi di pistola altezza uomo, quattro dei quali restano inesplosi perché la pistola si inceppa. Pistola poi ritrovata nel corso elle indagini, una Beretta con matricola abrasa.
I quattro affiliati dei Troncone scappano via lasciando a terra uno scooter in uso al gruppo. I due affiliati degli Iadonisi lo prendono e lo rapinano. Solo successivamente, con la mediazione di un personaggio terzo, i Troncone lo recuperano: all’interno vi era anche cellulare utilizzato per le comunicazione con il boss all’interno del carcere di Secondigliano. Con quel cellulare, si farà poi sfuggire in una conversazione uno dei due arrestati, avevano messo a segno il colpo al giocatore del Napoli. Fonte: Il Mattino
