Fatta l’Italia tocca fare gli italiani, chi sarà il prossimo CT? – GdS
Ufficiale il nuovo direttore tecnico e advisor della Nazionale. La federazione ha scelto Paolo Maldini e Leonardo. Dopo anni fallimentari i tifosi della nazionale italiano si augurano che a partire da queste scelte si possa ritornare grandi!
All’appello manca il nuovo allenatore che, come riportato alla Gazzetta dello Sport, non sarà una scelta facile!
Di seguito i candidati:
Antonio Conte, Roberto Mancini e Pep Guardiola: i candidati al momento sono questi, anche se sembra che i primi due non siano in cima al gradimento di Maldini e Leonardo.
Conte
Conte è il ct che sceglierebbero i club, senza tentennamento alcuno: le società non hanno diritti in materia se non un’indicazione non soltanto di facciata per chi dovrà, poi, confrontarsi con la Serie A per questioni come gli stage, le parentesi azzurre, la disponibilità a collaborare. Gli stessi club hanno aperto a un aiuto economico per venire incontro a un eventuale ingaggio fuori portata per il bilancio della Federcalcio: il come va ancora definito, ma oltre il come c’è una netta volontà che suona come un punto di rottura rispetto al passato, anche recente. Conte garantirebbe un impatto immediato sulla Nazionale e le sue sorti e, allo stesso tempo, una prospettiva che abbia i Mondiali del 2030 come traguardo contrattuale permetterebbe ad Antonio di programmare come non ha mai fatto fino ad ora: sul tavolo di Antonio ballerebbe un accordo da 4 milioni all’anno per i già citati 4 anni. 
Mancini
Mancini Nella sfida dei rapporti personali con il numero uno della Figc Giovanni Malagò batte tutti perché il legame Aniene, inteso come Circolo, dura da tempo ed è a prova di esame: qui, però, non decide Malagò, quantomeno non da solo. Sul profilo del ct campione d’Europa 2021 pesa il “tradimento” di Ferragosto, estate 2023, l’offerta indecente dell’Arabia come assist per mettersi alle spalle l’Italia e lasciarla al suo destino: l’arrivo di Spalletti servì a mitigare quello che fu vissuto come un trauma collettivo. Mancini è accompagnato dall’imprevedibilità figlia del talento e dell’intuito che ben si sposa con la storia personale di Maldini e Leonardo, ma potrebbe non bastare.
Pep Guardiola![]()
La scelta di Pep azzurro è diventata una suggestione già prima dell’addio al City: se vogliamo dare vita a una vera rivoluzione che segni la discontinuità con ciò che siamo stati, serve il tecnico che le rivoluzioni le sa fare. Da suggestione a idea il passo è stato breve e ora che in cabina di regia è salito il ticket Maldini-Leonardo l’idea può assumere un significato più profondo. Perché non provarci? Leonardo ha una visione del calcio tale da poter incuriosire o attirare calibri della panchina come Guardiola. Suggestione, idea, qualcosa di più: il campo è aperto. Pep viene da un contratto faraonico – circa 25 milioni di euro lordi a stagione per l’ultimo ballo a Manchester –, ma ha sempre raccontato come siano le sfide a guidarlo e quella di riportare l’Italia là dove deve stare è una missione non di poco conto.
Conte, Mancini, Guardiola: tocca a loro. C’è chi dice anche Andrea Pirlo, questa sì una suggestione legata alla volontà di Leonardo di portarlo a Parigi nel 2017. E c’è chi sfoglia l’elenco degli svincolati o delle piccola, grandi follie: Carlo Ancelotti che rompe con il Brasile dopo la delusione Mondiale e arriva a Roma. Presto sapremo.

