La vera nascita del Napoli: il 25 agosto 1926

0

Come riportato da Il Mattino, la fondazione dell’Associazione Calcio Napoli risale al 25 agosto 1926. In quella data, alle ore 21, si riunirono i soci dell’Internaples nella sede di Palazzo Mastelloni, in Largo Carità. L’assemblea rappresentò un momento fondamentale per il calcio napoletano, perché arrivò in un periodo di grandi cambiamenti. L’Italia era sotto la dittatura fascista e il regime aveva deciso di creare il primo campionato nazionale, con l’obiettivo di unire le squadre del Nord e del Sud.

Factory della Comunicazione

Per partecipare alla nuova competizione, l’Internaples dovette rinnovarsi dal punto di vista economico e organizzativo. Un comitato guidato da Eugenio Coppola lavorò alla modifica dello Statuto, mentre Bruno Zauli curò gli aspetti giuridici. All’incontro parteciparono importanti figure del calcio napoletano, tra cui Giorgio Ascarelli, Emilio Reale, Mario Reichlin e il duca Carafa d’Andria. La riunione fu presieduta da Gustavo Zinzaro.

Durante l’assemblea vennero approvate le modifiche necessarie per adattare il club a un calcio sempre più vicino al professionismo. Come riportato dal quotidiano, anche la politica fascista contro i nomi stranieri contribuì al cambiamento della denominazione. L’Internaples divenne così ufficialmente Associazione Calcio Napoli.

Il nuovo club mantenne il colore azzurro delle maglie, legato simbolicamente al mare di Napoli, e venne definito “circolo azzurro”. Il primo stemma era un ovale blu con il Cavallo Corsiero del Sole dorato, simbolo della tradizione della città. Giorgio Ascarelli fu confermato presidente e i soci raccolsero centomila lire per sostenere la società.

Il primo campionato, però, fu molto difficile. Il Napoli ottenne soltanto un pareggio contro il Genoa e perse tutte le altre partite, arrivando alla retrocessione sul campo. La squadra venne comunque ripescata perché il regime considerava importante la presenza di almeno una formazione meridionale nel campionato nazionale.

Dopo i risultati negativi, Ascarelli lasciò la presidenza e alla guida della società si alternarono altri dirigenti. Nel frattempo aumentarono le difficoltà economiche: diminuirono i contributi dei soci e crebbero i debiti. Anche la seconda stagione terminò con una retrocessione evitata grazie a un nuovo ripescaggio e all’intervento della FIGC, che invitò il club a costruire una struttura più solida.

Nel dicembre 1928 Giorgio Ascarelli tornò presidente. Da quel momento iniziò il primo periodo di crescita del Napoli, che portò la squadra a ottenere due terzi posti in campionato e a costruire le basi della futura storia del club.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.