Al Mondiale c’è un pezzo di Italia: sono i giocatori di Serie A (o B) che sono stati convocati e che stanno vivendo o hanno vissuto l’emozione più grande. Vediamo come sono andati nella prima fase, dividendoli in quattro blocchi: promossi, rimandati, bocciati e senza voto.
I promossi

L’Argentina viaggia senza intoppi e Lautaro ha un ruolo importante. Il nerazzurro ha segnato su rigore, è in leggero vantaggio su Alvarez come spalla numero uno di Messi e sta vivendo il torneo che sperava, anche se magari non è ancora al top della condizione. Restando in casa Inter, anche se per poco visto il trasferimento al Real Madrid, è sempre positivo Dumfries. Ormai non stupisce più che sulla destra non riescano ad arginarlo. Lukaku è promosso per aver sfruttato il tempo che gli è stato concesso: ha fatto un gol facile ma decisivo ed entrando dalla panchina ha avuto due volte un impatto significativo. Il minutaggio è limitato, ma la sua presenza dà un altro peso (in tutti i sensi) all’attacco del Belgio. Il terzetto svizzero composto da Akanji, Freuler e Aebischer merita applausi: loro tre racchiudono bene il concetto di solidità di tutta la squadra. McKennie non smette mai di correre: può stare tranquillo chi temeva che la dispendiosa stagione vissuta con la Juve lo avesse stremato. Pulisic è rinato in nazionale dopo un campionato brutto con il Milan. Un gol e un assist contro il Paraguay, fuori nella seconda partita per un problema muscolare, un palo e un buon impatto contro la Turchia. Rabiot, invece, è sempre lo stesso: una garanzia box-to-box. La Francia ha tantissimi titolari, ma ce ne sono alcuni più titolari di altri: Adrien è uno di loro. Anche Manu Koné si è ritagliato un ruolo importante in un squadra piena di campioni: per lui due presenze e un buon livello. Pedersen ha corso come sempre e al dinamismo ha aggiunto anche la gioia di un gol. Modric sta dando l’ennesima dimostrazione di classe guidando il centrocampo della Croazia e favorendo la crescita di Baturina, primo giocatore del Como a segnare nella fase finale di un Mondiale e sempre positivo sulla trequarti. Vlasic ha realizzato l’importantissima rete con cui la Croazia ha scavalcato il Ghana al secondo posto del girone. Sucic si conferma talento emergente, dotato di tecnica e soprattutto di personalità. Ferguson è stato tra i pochi scozzesi a salvarsi: nulla di eccezionale, ma nel naufragio ha provato a lanciare le ciambelle di salvataggio ai compagni. El Aynaoui è in versione extra lusso: alla Roma a volte sembra che sia frenato, con il Marocco non succede mai. Suzuki e Circati stanno confermando le discrete doti evidenziate a Parma. Sempre affidabile Kolasinac: esperienza e forza fisica al servizio della Bosnia. Promossi anche Pongracic (debutto in panchina, poi inserito stabilmente in formazione), Kossounou (diventato titolare), Yeboah (migliore in campo contro la Germania), Heggem (tranquillo a centro area) e Vasquez (sempre attento). Bravo Belghali e non solo per il gol all’Austria: tanta corsa su e giù sulla fascia. Chiudiamo con lo sfortunatissimo Ismael Koné: il centrocampista del Sassuolo aveva iniziato bene, poi il tremendo infortunio ne ha interrotto la corsa.
I rimandati

Per Nico Paz dieci minuti al debutto e poi un’occasione da titolare contro l’Algeria: non ci si poteva aspettare un Mondiale da protagonista, ma lui c’è. Finora il torneo di De Bruyne è rimasto in linea con il rendimento del campionato al Napoli: qualche guizzo, come il gol alla Nuova Zelanda, ma troppe pause e la sensazione di una forma non eccelsa. Saelemaekers va rivisto: finora è andato sull’altalena come in Serie A, un po’ su è un po’ giù. Maignan ha qualità eccezionali, ma troppo spesso resta sul confine tra la prodezza e l’errore che non ti spieghi. Ha parato un rigore, ha mostrato qualche insicurezza. Da Malen ci si aspettava ovviamente di più, dopo l’impatto devastante sulla Serie A. Ma nell’Olanda ha trovato anche una collocazione tattica non gradita e così aspettiamo la seconda fase per valutare se farlo scendere tra i bocciati o, chissà, magari inserirlo tra i promossi. Di Leao ormai si è detto tutto: un golletto l’ha fatto, ma sembra sempre che faccia un piacere a giocare. David ha segnato quella tripletta che nessun giocatore della Juve aveva realizzato al Mondiale dai tempi di Pablito al Brasile, ma l’avversario (il Qatar) invita alla cautela e infatti nelle altre due partite non è sembrato distaccarsi molto dalla deludente versione bianconera. A proposito di Juve, Francisco Conceiçao replica in nazionale le prestazioni “italiane”: entrato due volte dalla panchina, si è fatto notare per il consueto attivismo ma il bilancio è di zero gol e zero assist. Bonny non ha lasciato il segno, ma avrà almeno un’altra possibilità. Il torneo di Hien è già finito per un infortunio, ma prima dello stop aveva offerto un rendimento alterno. Anche Karlstrom ha svolto tanto lavoro senza grosse illuminazioni. Volpato è entrato con una buona determinazione, ma avrebbe addirittura potuto incidere sul risultato con un po’ di precisione. Thorstvedt si è arrangiato abbastanza bene nelle prime due partite, poi ha sbagliato la terza. Un gol, un figlio e una brutta prestazione: giorni intensi per Ostigard, che conferma il pregevole istinto vicino alla porta avversari. Adams ha patito le difficoltà della Scozia in fase di costruzione. Estupinan è stato deludente contro Curaçao e molto più intraprendente e positivo contro la Germania. Pasalic aveva iniziato da titolare, poi è diventato riserva entrando solo nel finale delle ultime due partite.
I bocciati

De Ketelaere sperava in un salto di qualità, ma per il momento è un’occasione persa. Non riesce ancora a fare uno step a livello caratteriale e a capire quando è l’ora di incidere, magari con un surplus di cattiveria agonistica. Difficile spiegarsi il calo di McTominay, impreciso sotto porta e comunque molto meno presente in campo rispetto a come ci ha abituati. Olivera nelle prime due partite ha mostrato alcune ingenuità difensive nell’Uruguay: Bielsa l’ha impiegato da centrale, ma lui non ha mostrato quella sicurezza che ci si aspettava. E che poi ha invece fatto emergere nella terza sfida contro la Spagna, in cui è stato il migliore della sua squadra: troppo tardi però. Calhanoglu ha confermato una certa difficoltà nei tornei estivi. Non è riuscito a trascinare i compagni né dal punto di vista emotivo né dal punto di vista tecnico. E nella miglior partita della Turchia, quella vinta contro gli Usa, lui è rimasto in panchina. Discorso simile per Yildiz, che ha segnato l’ultimo gol stagionale a marzo contro il Sassuolo e che non è riuscito ad emergere nella volata Champions della Juve, finita in Europa League, e nel Mondiale della sua nazionale, eliminata dopo la prima fase. I problemi fisici sono una parziale giustificazione, ma la seconda parte della stagione del turco è stata davvero deludente. Celik nella terza gara è sembrato in crescita, ma non scopriremo più se è davvero così, perché la Turchia è già in vacanza. Muharemovic, invece, ha iniziato così così e poi si è preso un rosso e la conseguente squalifica.
Senza voto

C’è anche un bel gruppetto di giocatori che è stato in campo troppo poco, o addirittura nulla, per meritare un giudizio. Sorprende soprattutto la situazione di Gleison Bremer, che non ha disputato una buona stagione con la Juve ma è addirittura a zero minuti con il Brasile dopo la prima fase. Altra sorpresa il 100% di panchina per Ndicka. Sia per il bianconero sia per il giallorosso optiamo per il “senza voto”, ma è abbastanza chiaro che le loro ripetute esclusioni siano un’implicita bocciatura da parte dei rispettivi allenatori. Santi Gimenez non ha trovato nel Messico la possibilità di svoltare la stagione. La sua nazionale sta volando, lui resta a terra, prigioniero della crisi che ha incontrato da quando è stato acquistato dal Milan. Nell’attacco della Francia Marcus Thuram è chiuso da tanti da fenomeni e non può essere coinvolto. Koopmeiners è per l’Olanda ciò che è per la Juve: una riserva e nemmeno la prima. De Roon non ha trovato spazio, così come Diao, Jashari, De Winter, Ederson, Mina, Moro, Sulemana, Ghedjemis, Svoboda, Hadzikadunic (che ha giocato in prestito alla Sampdoria, ma è del Rostov) e Farji.
Fonte: La Gazzetta dello Sport
