Mondiali 2026 – Nuova Zelanda/Belgio (Stanotte), i due azzurri per evitare essere tra le migliori terze

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« Av remmo preferito arrivare all’ultima partita del girone avendo ottenuto già una vittoria in precedenza, ma la situazione è chiara: dobbiamo battere la Nuova Zelanda e lo faremo». Rudi Garcia è determinato alla vigilia della sfida tra Belgio e Nuova Zelanda, che per i Diavoli Rossi è decisiva.

 

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MIGLIORI TERZE. Per avere la certezza di qualificarsi ai sedicesimi di finale, senza dover attendere notizie da Egitto-Iran o aspettare la conclusione di tutti i gironi per rientrare tra le migliori terze, il Belgio ha a disposizione soltanto un risultato: la vittoria. Le pressioni attorno all’ex allenatore di Roma e Napoli sono altissime dopo i pareggi contro Egitto ed Iran, partite nelle quali il Belgio ha faticato a creare occasioni da gol. Sorprendente, se si considera che aveva segnato la bellezza di 29 reti nelle qualificazioni, realizzandone anche 13 nelle quattro amichevoli pre Mondiali (5 agli USA, 1 al Messico, 2 alla Croazia e 5 alla Tunisia, ndr).

 

COSA SUCCEDE? Nelle prime due sfide del torneo, la squadra di Rudi Garcia ha faticato a trovare soluzioni per scardinare l’ottima organizzazione difensiva di Egitto e Iran. A preoccupare di più è stata però l’incapacità dei Diavoli Rossi di riuscire a controllare il match, al punto che, soprattutto nella prima partita contro i “Faraoni”, in alcuni tratti erano stati anche in balia dell’avversario. Nonostante la qualità di giocatori come De Bruyne e Tielemans, il Belgio fatica a creare, con il trequartista del Napoli fin qui non incisivo. Per alzare la qualità, l’accesa critica in patria vorrebbe l’inserimento di Vanaken, capitano del Bruges, da affiancare ai due sopracitati, viste le prove opache di Onana e Raskin nei primi due match.

RIENTRO FONDAMENTALE. Contro la Nuova Zelanda, il Belgio ritrova però il giocatore più atteso, quel Doku assente contro l’Iran, perchè volato a Londra per stare vicino a sua moglie e assistere alla nascita di loro figlio. Una scelta che ha messo il giocatore del Manchester City al centro di numerose polemiche. L’esterno offensivo è già rientrato ed è facile immaginare che Garcia si affidi immediatamente a lui in una partita tanto decisiva. Per la prima volta, il Belgio può schierare assieme tutti i suoi uomini più pericolosi, con Trossard e Doku estarni, e De Bruyne alle spalle di Lukaku.

L’AVVERSARIO. Dall’altra parte c’è una Nuova Zelanda che dopo aver ottenuto un punto in due partite, per poter sperare di passare il girone è obbligata a vincere. La squadra di Bazeley è passata tre volte in vantaggio nelle prime due sfide del Mondiale, facendosi rimontare due volte nel 2-2 con l’Iran all’esordio e addirittura ribaltare dall’Egitto nella sconfitta 3-1. Una squadra a propensione anteriore, bella da vedere, con Just e Wood sempre molto pericolosi. Proprio per il loro atteggiamento offensivo, molto diverso da quello attento di Iran ed Egitto, gli “All Whites” potrebbero essere l’avversario ideale per dare la possibilità a De Bruyne e compagni di trovare quegli spazi non avuti fin qui. Un’opportunità che il Belgio è obbligato a sfruttare per evitare di sperare poi di rientrare poi tra le migliori terze.

 

 

 

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