McTominay oltre i numeri: il focus sul suo Mondiale di sacrificio
Ridurre l’impatto di Scott McTominay nell’avventura mondiale della Scozia a uno zero nella casella dei gol segnati sarebbe un errore imperdonabile. Se con la maglia azzurra del Napoli, siamo stati abituati a vedere McTominay come un’arma letale d’inserimento, la rassegna iridata ha costretto il centrocampista del Napoli a indossare un’armatura ben diversa, fatta di fatica, chilometri e compiti di pura trincea. Il focus del Corrie dello Sport.
“Tre partite, nessun gol, ma il Mondiale di Scott McTominay non può essere raccontato soltanto attraverso le statistiche. Il centrocampista del Napoli ha chiuso la fase a gironi senza riuscire a trovare la rete, nonostante abbia provato in tutti i modi a lasciare il segno. Ci è andato vicino all’esordio contro Haiti, quando ha colpito un palo con una conclusione da fuori area, e in più di un’occasione ha cercato di trascinare la Scozia con la sua energia e la sua personalità.
Le difficoltà, però, sono state soprattutto tattiche. McTominay è stato spesso costretto a giocare lontano dalla porta avversaria, chiamato a garantire equilibrio e copertura più che ad accompagnare l’azione offensiva. Un ruolo diverso rispetto a quello interpretato nel Napoli, dove negli ultimi due anni ha costruito gran parte della propria crescita sfruttando gli inserimenti e la capacità di arrivare in area. Nella Scozia di Clarke, invece, ha dovuto sacrificarsi maggiormente in fase difensiva. Anche contro avversari di livello elevato come Marocco e Brasile si è visto un McTominay generoso, ma raramente nelle condizioni ideali per incidere”.
