Mondiali 2026 – Brutta prestazione di Olivera nel (2-2) di Uruguay/Capo Verde

Tutto ancora apertissimo nel gruppo H: la nazionale dell’arcipelago è ancora imbattuta dopo due partite e ha segnato le prime due storiche reti al Mondiale. Male la Celeste, che ora si giocherà la qualificazione con la Spagna
Chiamatela favola, oppure sorpresa. Ma non è una meteora: dopo la Spagna, Capo Verde inchioda anche l’Uruguay sul pareggio e si avvicina a una clamorosa qualificazione. Ai magnifici debuttanti, che stavolta oltre a difendersi hanno giocato a calcio, potrebbe bastare un pareggio con l’Arabia Saudita per andare avanti, perché sull’altro campo il Loco Bielsa dovrà fermare i campioni d’Europa. E poi in questo Mondiale anche 3 punti rischiano di essere sufficienti a meritare un pass per i sedicesimi tra le migliori terze. Si mette male invece, nel gioco degli specchi, per l’Uruguay più grigio che Celeste: aveva deluso al debutto, ha reso anche peggio nella partita del potenziale rilancio.
CORAGGIO
Per destabilizzare una difesa compatta e bassa, Bielsa aveva preparato una partita aggressiva basata sul contro-pressing: una volta persa la palla, l’Uruguay provava subito a recuperarla per poi puntare dritto verso la porta. Ma Capo Verde si è presentato a Miami con personalità e una migliore propensione al palleggio rispetto allo storico 0-0 con la Spagna. Proteggendo con attenzione il fortino, la nazionale allenata da Bubista ha imbrigliato le idee all’avversario e l’ha più volte minacciato in contropiede. A parte Federico Valverde, che ha cercato tre volte la soluzione dalla distanza, nessun calciatore dell’Uruguay è riuscito a liberarsi al tiro per 41 minuti. Capo Verde invece ha trovato il suo primo gol di sempre in un Mondiale con una punizione da lontano calciata da Kevin Pina, di esterno alla Roberto Carlos, passata in mezzo alla barriera e diventata ostile per il neo quarantenne Muslera.
IL CRACK
Solo una combinazione del destino ha aiutato la squadra più forte a recuperare, giusto sul finire del primo tempo. La chiave tattica è nell’infortunio muscolare di Arcanjo, centrocampista che gioca nella Liga portoghese con il Tondela. L’arbitro norvegese Eskas non ha interrotto la partita, Valverde ne ha approfittato per mettere un cross che Sidny Cabral ha spizzato involontariamente sul proprio palo. Il caso ha voluto che il pallone finisse senza più protezioni dalle parti di Araujo, veloce a bissare il gol segnato al debutto contro l’Arabia. Luis Suarez, campionissimo uruguayano in forza all’Inter Miami di Messi, esultava in tribuna. Ed è stata una forte svolta perché Bubista, incautamente, ha ritardato la sostituzione di Arcanjo e l’Uruguay ha indovinato un’ottima combinazione tra Ugarte, Araujo e Canobbio all’ultimo minuto di recupero. Stavolta l’altro portiere di 40 anni, Vozinha, si è dovuto arrendere: risultato ribaltato e Bielsa premiato dalla scelta di promuovere l’esterno del Fluminense, autore del 2-1, al posto del deludente Darwin Nunez visto nella prima partita. Capo Verde si è lamentata della scarsa sportività degli uruguayani. Ma le direttive Fifa indicano la volontà di neutralizzare quelli che Capello chiamava falli da svenimento. Perciò è ingenuo aspettarsi favori dalla squadra che continua a giocare invece di buttare il pallone fuori.
RISVOLTI
Il cambio è stato ritardato all’inizio del secondo tempo, con l’ingresso di Deroy Duarte. Tuttavia l’abbrivio della partita sembrava aver preso la rotta sudamericana, perché l’Uruguay era ormai in controllo. C’è voluta una sciocchezza imperdonabile di Mathias Olivera, terzino del Napoli che in nazionale gioca da difensore puro, per ripristinare la parità: sul passaggio centrale insensato è piombato Helio Varela, altro subentrato, che anticipando il temerario Muslera ha riscosso la cedola del 2-2. Giusto così, come il successivo fuorigioco di Araujo che ha evitato all’eroe nazionale Vozinha una figuraccia sotto gli occhi della madre appena arrivata negli Usa. I brividi dell’ultimo momento – una punizione alta di Valverde, uno spunto di Darwin Nunez, un contropiede sbilenco di Canobbio, due ripartenze di Da Costa – non hanno cambiato il verdetto: Capo Verde non perde. E sogna. L’Uruguay invece teme di tornare subito a casa. Fonte: Gazzetta
