Esclusiva AdL alla Gazzetta: “Ecco cosa chiedo al prossimo mister. Per la SSC Napoli ho rifiutato miliardi!”
Il futuro del Napoli è un foglio bianco su cui Aurelio De Laurentiis ha già iniziato a tracciare le linee guida. In un momento di grande transizione, il presidente azzurro ha rilasciato dichiarazioni pesanti ai microfoni della Gazzetta dello Sport, delineando non solo il profilo della prossima guida tecnica — con un messaggio tutt’altro che velato a Massimiliano Allegri — ma svelando anche retroscena clamorosi sulla proprietà del club e sulla sua personale visione del calcio europeo.
«Al prossimo allenatore chiedo di avere una grande personalità, umiltà ed entusiasmo», ha scandito chiaramente il patron, fissando i paletti per chi dovrà raccogliere l’eredità sulla panchina partenopea. Nessun ridimensionamento nei piani della società, anzi, De Laurentiis ha tenuto a ribadire la solidità del progetto sportivo: «Napoli è una società sana e forte, con una rosa alla quale non manca nulla e che se non avesse subito decine di infortuni avrebbe sicuramente lottato per lo scudetto fino alla fine».
Ma le parole più altisonanti sono arrivate sul fronte societario. Di fronte alle continue voci di un possibile passaggio di mano, il numero uno del club ha alzato il velo su trattative passate e mai andate in porto, blindando di fatto la sua creatura. «Ho ricevuto svariati interessamenti per il Napoli e ho rifiutato alcuni miliardi…», ha rivelato con la consueta schiettezza.
La permanenza al timone non frena però la sua spinta riformista verso un calcio globale che, secondo il presidente, ha urgente bisogno di cambiare pelle per non implodere. «Ora dovremmo puntare a fantastici campionati nazionali con un numero minore di squadre, dotate però di capacità economiche e finanziarie e di bacini di utenza importanti», ha spiegato De Laurentiis, tracciando la rotta per una sostenibilità a lungo termine. Una riforma che deve necessariamente passare anche per una revisione dei calendari internazionali: «Dovremmo considerare importanti anche i campionati europei e mondiali per club, sempre trovando modalità che tutelino la salute dei calciatori, che non dovrebbero mai rischiare la loro incolumità giocando troppe partite».
Infine, un commento sull’ingresso massiccio dei fondi d’investimento nel mondo del pallone, un fenomeno che non sembra spaventarlo, a patto che porti reale innovazione. «Non sono quindi preoccupato se fondi dovessero acquisire club europei. La preoccupazione semmai è che queste acquisizioni possano avvenire in un contesto stantio, senza guardare al futuro».
Lo riporta Pianetaazzurro.it
