ESCLUSIVA IlNapoliOnLine- Patron Carlino (Carpisa): “Favorevole all’elezione di Malagò. Il calcio femminile deve essere sostenibile. Sì ad Allegri”
Parla l'ex Presidente dell'Ischia e del Napoli Femminile

Pomeriggio di festa, abbracci, risate e soprattutto ricordi, quello organizzato dal mattatore Italo Palmieri, nella splendida cornice posillipina della location “Le Terrazze di Virgilio” adiacente allo storico campo “Denza”.
Alla presentazione dei due libri scritti da Italo Palmieri “Ogni calciatore avrà una sua partita nel cuore” e “La Patrizia: storie di calcio napoletano” è presente uno dei nostri redattori che ringrazia Lello Carlino per la disponibilità, Carlino ex Presidente del calcio femminile a Napoli, un Carlino a tutto tondo sul momento che attraversa il calcio italiano maschile ma anche femminile.
Ecco le dichiarazioni dell’ex numero uno del Napoli Femminile, prima ancora Carpisa.
“Tutti avremmo preferito una figura che venisse dal calcio, più giovane, magari un manager; però, in questa fase così delicata per il calcio italiano, credo che Malagò abbia tutte le credenziali per cambiare il sistema, in quanto uomo di esperienza, di sport. Quest’ultimo ha fatto molto bene sia nel tennis che nella pallavolo: credo che peggio del passato non si possa fare; sono molto fiducioso su Malagò. In panchina, se fosse richiamato Mancini, sarebbe una bella scelta: si riparte da zero sperando che, tra quattro anni, i nostri figli, che oggi hanno 12/14 anni, possano vedere l’Italia ai mondiali. Non mi sembra che stiamo assistendo ad un mondiale eccelso e sono convinto che l’Italia sarebbe dovuta esserci. ”
“Dopo aver salvato l‘Ischia calcio in D, adesso sono fuori dal progetto: c’è un presidente molto ambizioso che vuole l’affidamento del campo come è giusto che sia; speriamo che si metta d’accordo con l’amministrazione per iniziare un progetto molto ambizioso sull’Isola, perchè è giusto che chi investe sull’isola, possa avere un rendiconto. Ormai, di Carlino, tifoso passionale come lo sono stato nel calcio femminile, siamo rimasti davvero in pochi. Credo che sia giusto così perchè la passione deve avere un limite economico. Abbiamo inziato il femminile più di venti anni fa, vincendo i campionati per arrivare in serie A. Il primo errore fu quando il Presidente Mantovani permise l’acquisizione dei titoli, col sottoscritto che trova questa cosa antisportiva al massimo, in quanto noi ci siamo sacrificati soprattutto economicamente per ottenere sul campo la massima serie, mentre ad altri è stato sufficiente comprare un titolo con duecento mila euro. credo che non sia stata una mossa giusta soprattutto dal punto di vista etico; un movimento che all’epoca non aveva nulla del calcio maschile. Oggi, col professionismo è giusto per le calciatrici che compiono mille sacrifici, si allenano come gli uomini; però, alla base questo professionismo deve avere qualcosa di consolidato che non c’è, come ad esempio i diritti televisivi, mancano gli sponsor ma, la cosa più grave è che manchi il tifoso sugli spalti, quel pubblico che manca alle calciatrici”.
“Se il Napoli riuscisse a mantenere la rosa attuale, la squadra è ancora di primo livello. Andrò controcorrente ma credo che Allegri, sia a livello umano, sia a livello tecnico sia superiore a Conte. Ovviamente, questo è il mio punto di vista: sia chiaro, chapeau a Conte che, in due anni, ha vinto un campionato e una Supercoppa però, non ho gradito nè la gestione degli infortuni, nè ciò che è accaduto con lo spogliatoio ma, soprattutto, l’ultima conferenza stampa con dichiarazioni infelici da parte di Conte per l’appunto, non da allenatore di club di alta fascia. Conte non può dire che se ne va per la stampa o per i giornalai di Napoli.”
