Scott ci riprova (Scozia-Marocco). Stanotte a Boston nello stadio dell’ultimo gol di Maradona

Il ct Clarke: «Attenzione, avversari fortissimi»

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Quando a Steve Clarke è stato fatto notare come la Scozia fosse in testa al proprio gruppo, il ct si è fatto una risata. La Tartan Army ha battuto all’esordio Haiti, la cenerentola del girone, ma il cammino adesso si fa decisamente più impervio. Ancora una volta a Foxborough, una trentina di chilometri da Boston, si gioca a mezzanotte la sfida con il Marocco, capace di fermare sull’1-1 il Brasile di Carlo Ancelotti e di confermare quanto di buono aveva già mostrato negli ultimi anni. La Scozia non ha mai superato la fase a gironi di un Mondiale. Battere la nazionale africana significherebbe scrivere una pagina da consegnare ai posteri. «Vogliamo essere la squadra che fa la storia della Scozia – ha detto il capitano Andy Robertson ma sappiamo delle difficoltà che ci aspettano contro una delle nazionali più forti al mondo». A guidare il Marocco c’è Achraf Hakimi, collega di fascia (opposta) che il terzino del Liverpool conosce bene. «È il migliore al mondo nel suo ruolo. Ci ho giocato contro in Champions, è fenomenale. Un piacere per gli occhi. Magari contro di noi avrà una giornata no…». 

 

Factory della Comunicazione

 
SECONDA CHANCE. Chi invece non ha lasciato il segno contro Haiti è stato Scott McTominay. Il centrocampista del Napoli è stato limitato dalla fisicità e dall’aggressività degli haitiani e non è riuscito a incidere come al solito. Steve Clarke, però, non sembra preoccupato. «Credo che la partita sia stata difficile per molti dei nostri giocatori, non solo per Scott. Haiti ha controllato il centrocampo e bisogna riconoscerle dei meriti. A volte non riesci a mostrare le tue qualità per ciò che fa l’avversario. McTominay comunque sta bene ed è pronto a ripartire». Il ct scozzese sa bene che il test sarà di un livello completamente diverso. «Il Marocco ha raggiunto le semifinali in Qatar. Credo che questa squadra sia altrettanto forte, se non migliore. Hanno talento, velocità, potenza e qualità nell’uno contro uno. Una squadra di prim’ordine». Lo hanno dimostrato anche contro il Brasile, messo in seria difficoltà per lunghi tratti della gara inaugurale.

 

IL RICORDO DI DIEGO

 

A rendere speciale la sfida c’è anche lo scenario. Oggi si chiama Gillette Stadium per ragioni di sponsorizzazione, ma per molti resta semplicemente il Foxborough Stadium, casa dei New England Patriots della Nfl e dei New England Revolution della Mls. Sorge sulle ceneri del vecchio Foxboro Stadium, un luogo che occupa un posto speciale nella memoria del calcio mondiale. Qui, durante Usa 94, Diego Armando Maradona segnò contro la Grecia l’ultimo gol della sua carriera ai Mondiali, uno splendido sinistro all’incrocio. Sempre qui disputò pochi giorni dopo la sfida con la Nigeria che avrebbe preceduto la sua esclusione dal torneo per il caso doping. A Foxborough giocarono anche gli ottavi e i quarti dell’Italia di Sacchi contro Nigeria e Spagna. Stavolta la storia passa da Scozia e Marocco. Per i britannici è un’occasione irripetibile. Per Hakimi e compagni il momento di trasformare le ambizioni in punti qualificazione.

 

Fonte  e grafico Cds

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